Nudo quotidiano

Nudo quotidiano

Scollegare la nudità dal peccato e dalla pornografia: è questo lo scopo di una serie di ritratti realizzati da una fotografa brasiliana ventiseienne. Il progetto di Andrea de Lima intende liberare il corpo nudo dal tabù del proibito, dal quale è ammantato nella società contemporanea. Per spogliare le sue immagini da questo “peso”, l’artista ha scelto di mostrare nude delle persone comuni, riprese nei consueti atteggiamenti della loro vita quotidiana.

«Tutti nascono nudi, e questa è un’affermazione impossibile da contraddire. Tuttavia, appena veniamo al mondo ci mettono un berretto in testa, ci avvolgono in un panno e ci coprono le “vergogne”. Dopo tutto, perché tutta questa vergogna?» È questa la domanda che costituisce il punto di partenza del lavoro di Andrea.

L’artista racconta che l’interesse a realizzare fotografie di persone nude le è venuto dopo aver lavorato come modella. «Ho posato nuda per due fotografi e l’ho trovata un’esperienza straordinariamente liberatoria», dice.

A partire da tale esperienza, Andrea ha cominciato a pensare a un progetto che coinvolgesse la nudità, ma in una maniera differente, per sfuggire al sensuale e al pornografico e per riflettere il naturale. «Sono cresciuta vedendo mia madre nuda. Quand’era caldo, stava sempre nuda. Questa libertà del corpo è una cosa sana. Così ho voluto dimostrare che la nudità in sé non è né peccaminosa né erotica», commenta.

Secondo Andrea la nudità, pur essendo naturale, ha finito per essere legata alla sessualità, perché al giorno d’oggi indossiamo i vestiti anche quando non sarebbe necessario e generalmente ci mettiamo nudi insieme ad altri solo quando facciamo sesso. «Purtroppo in questa maniera ci siamo abituati all’idea sbagliata che ci spogliamo con qualcun altro solamente per fini sessuali», aggiunge.

La soluzione trovata dall’artista per rompere questo preconcetto è stata quella di ritrarre le persone in situazioni di vita quotidiana, ma senza i vestiti che si utilizzano di solito. «Mi chiedevo perché mai stiamo vestiti in casa anche quando fa caldo».

Le sessioni fotografiche sono cominciate all’inizio del 2014. Andrea spiega che dapprincipio i soggetti ritratti erano amici e conoscenti. Poi, grazie alla diffusione dell’iniziativa sui social network, è stata contattata da persone sconosciute, interessate ad essere fotografate.

Dopo la scelta della persona da riprendere, la sessione fotografica aveva luogo, di solito, nella stessa abitazione del soggetto ritratto, in modo da rappresentare la sua normale vita quotidiana. Ogni foto è stata per Andrea un momento unico, un’esperienza differente. La durata della sessione dipendeva dalle singole persone e dal rapporto che avevano con il loro corpo. «I soggetti erano liberi di scegliere quando spogliarsi e cosa fare mentre erano nudi. Ho conosciuto un ragazzo che si è tolto subito i vestiti: era molto a suo agio con il suo corpo nudo. In ogni caso, una volta spogliate, tutte le persone hanno vissuto la loro nudità come una situazione del tutto naturale», racconta. «Solo pochi hanno esitato e chiacchierato a lungo prima di spogliarsi: avevano bisogno di sentirsi sicuri, perché senza vestiti provavano un senso di vulnerabilità».

Con il suo progetto, Andrea si augura di contribuire a rompere i tabù che circondano la nudità, affinché la gente cominci a ripensare il proprio rapporto con il corpo e con gli altri, mostrando che la nudità non è una cosa scandalosa o proibita, bensì un elemento naturale proprio degli esseri umani.

Libera traduzione di Nu cotidiano.

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3 risposte a Nudo quotidiano

  1. Fidenzio Laghi ha detto:

    Che la nudità in sé non sia una cosa scandalosa lo diceva anche San Giovanni Paolo II nel libro “Amore e responsabilità” del 1960:
    “ Poiché è creato da Dio, il corpo umano può rimanere nudo e spogliato, eppure  preserva intatti il suo splendore e la sua bellezza. La nudità come tale non dev’essere equiparata all’impudicizia. C’è impudicizia soltanto quando la nudità svolge un ruolo negativo rispetto al valore della persona.
    Il corpo umano non è una fonte di vergogna.
    L’impudicizia, così come il pudore e la modestia, è una caratteristica dell’interiorità di una persona. “

    E padre Nicola Giandomenico, uno dei più noti francescani di Assisi (morì nel 2009) per molto tempo loro portavoce disse :
    “Lo scandalo, l’offesa alla morale dipende solo dal rapporto con gli altri. Si può stare anche vestiti totalmente e scandalizzare le persone che sono intorno a noi così come si può anche stare nudi e non scandalizzare. 
    E’ il rapporto con gli altri e con l’ambiente che fanno lo scandalo “.
    Stare nudi non è peccato e lo fece pubblicamente San Francesco  d’Assisi (patrono d’Italia) che un giorno rivolto ai presenti disse:
    “Quando mi vedete sul punto di spirare ponetemi nudo come mi avete visto ieri sulla nuda terra”. 
    Spirò nella notte fra il 3 ed il 4 ottobre del 1226 e, circondato dai suoi frati, Francesco fu deposto nudo sulla nuda terra.

  2. Filan ha detto:

    il nudo quotidiano l’ho praticato anche io a casa mia l’estate scorsa , e dire il vero era molto piacevole per il senso di liberta che ti da per mia sfortuna vivo in un paese dove solo se parli di nudismo ti prendono per un pervertiro per essere piu preciso l’Albania.

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