Ho provato la spiaggia nudista

Ragazze nudiste in spiaggia

Antefatto

La prima domanda che si pone è: come si arriva a essere nudisti? Per quel che mi riguarda, sono stata cresciuta in seno a una famiglia relativamente pudica: tanto per intendersi, non ho mai visto i miei genitori nudi e mia sorella maggiore non si spogliava mai in mia presenza.

L’estate scorsa sono stata invitata a trascorrere un fine settimana a Tolone, insieme a una mia amica di liceo, con la quale avevo da poco ripreso i contatti. Alcuni giorni in riva al mare non sono una cattiva idea, quando si ha lavorato per tutta l’estate.

Julia mi aveva avvertito: «Sai, spesso andiamo su una spiaggia nudista… Ti va di provare?» Sono diventata livida. Immaginavo Julia e suo marito mentre saltellavano nudi sulla sabbia: lì per lì era qualcosa di inconcepibile. Ma non ho risposto subito. L’indomani, sfinita dal lavoro, ho detto “sì” con un entusiasmo del tutto ingiustificato. Avrei voluto urlare “no”, ma dopo tutto perché non fare qualunque cosa, pur di non restare ancora nel mio ufficio?

Poi mi sono quasi dimenticata della faccenda, fino a pochi giorni prima della partenza, quando mi sono ricordata che… avevo osato dire “sì” a quell’incredibile proposta. Ma con Julia non eravamo più tornate sull’argomento.

Arriviamo a destinazione: bel tempo, visita alla casa della piccola famiglia, primo aperitivo… Ed ecco il marito della mia amica rimettere il tema sul tavolo, tra due fette di salame. «E così farai un bel giro sulla nostra piccola spiaggia nudista… È fantastico! Hai già provato?»

Conservando il mio sangue freddo, rispondo di no, ma che non dev’essere poi una cosa così bizzarra. Julia risponde semplicemente: «La prima volta, all’inizio sembra un po’ strano, ma nel giro di qualche minuto non ce se ne rende più conto».

Andando nella spiaggia nudista

Fatto

Il mattino seguente partiamo per la spiaggia, portando con noi la loro bambina. Il mare si trova a una quindicina di minuti dalla loro casa, lungo la strada passiamo accanto a tutte le spiagge abitualmente frequentate dai turisti: sono affollatissime – dopo tutto è la fine di agosto – l’aria sembra irrespirabile.

«Andiamo solo un po’ oltre, giriamo intorno a quella collina, parcheggiamo sul margine della strada, scendiamo un sentiero… e ci siamo!» Arrivati sul posto e parcheggiata la macchina alla bell’e meglio, percorriamo un sentiero alquanto accidentato. Mi preoccupo un po’ per le mie caviglie, ma va tutto bene. E all’improvviso resto senza fiato.

Un’insenatura magnifica, la spiaggia di ciottoli, senza sabbia. Uno scenario paradisiaco: penso di aver ripetuto dieci volte le parole «ma è fantastico». Solo una ventina di persone, quasi tutte completamente nude. Niente a che vedere con le spiagge affollate a pochi minuti di distanza. Un po’ imbarazzata nel vedere tutti quei genitali maschili penzolanti, concentro la mia attenzione sul paesaggio.

Ci sistemiamo presso uno scoglio, a qualche metro dall’acqua. Julia è la prima a spogliarsi, in maniera naturale, rapida, con assoluta noncuranza, come per dare l’esempio. Suo marito si denuda subito dopo e si tuffa immediatamente in acqua: ho l’impressione che sia il suo modo per dire «vi lascio sole, ragazze».

Mi ci saranno voluti sì e no pochi secondi per togliermi tutto ciò che avevo indosso, facendo un gran respiro. Rimango tutta nuda sul mio asciugamano, seduta, felice di aver avuto il coraggio. «Benvenuta nel club», sorride Julia.

Ben presto mi rendo conto che l’essere nuda mi procura una piacevole sensazione di libertà, che rapidamente diventa più forte del senso di vergogna. Essendo la mia prima volta, impiego un po’ di tempo ad alzarmi ed entrare in acqua: i tre metri che mi separano dal mare mi sembrano una distanza enorme e temo il momento in cui sarò costretta a mostrare a tutti il mio corpo nudo nella sua interezza.

Ma alla fine mi accorgo che tutti se ne infischiano di me. Nessuno mi osserva. Uomini e donne sono presi dalle loro occupazioni, giocano coi loro figli, nuotano, leggono. Esattamente come su una spiaggia “normale”.

Ed eccomi in acqua, tutta nuda. È in questo momento che le sensazioni sono ancora più forti, con l’acqua che avvolge il mio corpo, a contatto diretto anche con quelle parti che di solito sono coperte dal costume da bagno. È incredibilmente me-ra-vi-glio-so! Davvero! Avverto come un nuovo rapporto fra me e l’ambiente, l’acqua e la natura in generale. D’un tratto capisco meglio il termine “naturismo”.

Ritorno sul mio asciugamano. Ora sono molto più rilassata, non ho paura di rimanere in piedi per asciugarmi all’aria; tutti mi possono vedere, e allora?

Rilassandosi nudi sulla spiaggia

Conclusione

Ci siamo ritornati due giorni dopo. Questa seconda volta sono stata assolutamente priva di esitazioni. Forse anche perché ho compreso che il culto del corpo non sembra avere importanza nell’ambiente nudista. Si sta nudi non per sedurre o per essere conquistati, ma per essere liberi e stare bene.

Questa sensazione di benessere mi è piaciuta tanto. Non vedo l’ora di provarla ancora!

Libera traduzione de J’ai testé la plage naturiste, j’ai survécu.

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4 risposte a Ho provato la spiaggia nudista

  1. Marco ha detto:

    Ô quels souvenirs !

    Questa nella seconda foto con la passerella in legno è certamente una tipica spiaggia aquitana: Capbreton o Montalivet-les-Bains o cosa? Potresti dirmelo?

  2. Vanni ha detto:

    Nel leggere ho ricordato le mie identiche sensazioni, al mio battesimo, tanti anni fa.
    Il tempo è trascorso, ma quel senso di pace, di serenità, di gioia intima indescrivibile, di intimità allargata ad un gruppo e non più circoscritta all’individuo ….. ecco, questo sentire è rimasto sempreverde ed immutato nell’animo.

  3. Gigi ha detto:

    Di recente io sono stato in una spiaggia nudista. Questa esperienza é stata piacevole. Ho anche praticato lo snorkelling in completa nudità, fatta eccezione solamente per la mascherina e il boccaglio Stare nudi in acqua é gradevole e rilassante; mi sono sentito tutt’uno con il mare e con l’ambiente circostante.

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