Pudore e intimità

Ragazza in altalena

Alcuni sostengono che la nudità non è un problema per loro, ma semplicemente che hanno un elevato senso del pudore; e il pudore è una regola di buona condotta. Dicono che ciascuno ha diritto alla sua intimità e che nessuno deve violare l’intimità altrui. E nel concetto di intimità, fra i primi posti collocano gli organi genitali (detti appunto “parti intime”). Una tale opinione merita di essere esaminata con attenzione, riflettendo sul significato delle parole “pudore” e “intimità”.

L’intimità è quell’ambito che vogliamo mantenere segreto, è una sorta di “zona di protezione”, con la quale ci circondiamo per difenderci dall’invadenza altrui. Quando vogliamo ritirarci per stare tranquilli, troviamo questa pace nella nostra casa o nella nostra stanza, un luogo detto “intimo”, cioè dove nessuno ha il diritto di venirci a disturbare. Quando qualcuno ci importuna violando i confini della nostra intimità, lo percepiamo come una mancanza di rispetto, un’invasione del nostro spazio privato, quasi un’aggressione nei confronti della nostra sfera personale.

Nudista in campagnaL’intimità può concernere tanto il corpo, quanto i sentimenti: gli organi genitali, altre parti del corpo, il corpo intero, dettagli del nostro comportamento, della nostra vita sentimentale e “privata”. Perciò, la definizione di quest’ambito è molto personale e assai variabile da un individuo all’altro, da una famiglia all’altra, da una comunità all’altra. Essa cambia inoltre a seconda della situazione nella quale ci si trova. In ogni caso, un forte ruolo nella delimitazione dei confini del concetto di intimità è giocato dall’educazione.

La forma più comune di senso del pudore è la paura di rivelare qualcosa riguardante la propria intimità. Temiamo di mostare come siamo davvero, perché ci sentiamo insicuri, vulnerabili, esposti ad abusi e manipolazioni, perché abbiamo paura di essere giudicati, perché non abbiamo fiducia in noi stessi. Per questo il senso del pudore e la resistenza a condividere la nostra intimità sono più o meno forti a seconda della confidenza che abbiamo con le persone che ci stanno accanto.

Poiché il pudore è legato strettamente al concetto di intimità, si può notare che esso cambia a seconda di ciò che viene considerato “intimo” e dunque da tenere nascosto. Perciò, anche il senso del pudore dipende in buona parte dall’educazione ricevuta. E poiché si insegna che non sta bene mostrarsi nudi, ecco che la stragrande maggioranza delle persone, al pensiero di denudarsi in pubblico, viene bloccata dal senso del pudore. Eppure, è un fatto ben più intimo rivelare le proprie emozioni che mostrare il proprio corpo nudo, perché le emozioni dicono di noi assai più cose della nostra nudità.

DoriforoD’altra parte, se gettiamo un rapido sguardo ai secoli passati, vediamo che non sempre l’idea di nudità è stata associata a quella di intimità: gli uomini greci praticavano nudi gli esercizi sportivi, gli antichi romani frequentavano nudi le terme, nell’Europa medievale e rinascimentale era normale denudarsi in pubblico per lavarsi nei fiumi o nei laghi. Fu solo a partire dal Seicento che cominciò ad affermarsi una morale più restrittiva, e con essa prese piede il senso del pudore per la nudità e per gli organi sessuali in particolare.

A dimostrazione del fatto che il pudore per la nudità è un sentimento fabbricato dall’educazione, è interessante notare che presso parecchie popolazioni indigene in America, in Africa e in Oceania la nudità pubblica era percepita come assolutamente normale. Furono i colonizzatori europei che si sforzarono con ogni mezzo di imporre i vestiti a quei “selvaggi” allo scopo di renderli “civili”, insegnando così loro il senso del pudore per la nudità.

Se dunque il senso del pudore per la nudità non è innato nell’uomo, ma instillato nella sua mente da un’educazione retriva, non è impossibile riuscire a superarlo con un’educazione di segno contrario. È sufficiente imparare che la nudità non è un male, non è una cosa sporca, non è un peccato, ma al contrario è una fonte di benessere e di salute, un modo per godere delle bellezze della natura e per gioire della vita. È davvero così difficile?

Liberamente ispirato alla pubblicazione Se mettre à Nu di Alain Boudet.
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