La nudità nei reality shows

Naked and Afraid

Un articolo apparso su un sito americano, del quale traduco qui una parte, esamina gli effetti positivi ottenuti dalla nudità mostrata in alcuni recenti reality shows. Anch’essa contribuisce a incentivare una benefica “normalizzazione” della nudità, promuovendo l’accettazione del proprio corpo e dimostrando ancora una volta quanto infondata sia l’idea che associa la nudità e con il sesso.


I reality shows sono spesso giudicati una forma di intrattenimento superficiale, volgare e di scarsa qualità. Dalle donne ubriache che fanno a botte, ai giovani ventenni la cui unica missione è quella di bere e fare sesso, non sembra che ci sia qualche beneficio a guardare i reality shows, a parte un po’ di divertimento senza cervello.

In apparenza, le più recenti tendenze in fatto di reality show sembrano confermare quest’idea: i partecipanti sono privati letteralmente dei loro vestiti e fatti apparire nudi in televisione. Certo, tutte le parti – diciamo così – importanti sono sfocate, ma il fatto rimane lo stesso: queste persone si denudano completamente davanti alla videocamera.

Spettacoli come Dating Naked di VH1, Naked and Afraid di Discovery Channel e Buying Naked di TLC hanno debuttato nel corso dell’anno passato. Dating Naked porta un tocco di modernità negli incontri sentimentali e mette in scena un uomo e una donna che frequentano due diversi corteggiatori in una remota località esotica, nudi. Naked and Afraid prende una coppia di estranei e li catapulta in un’esperienza di sopravvivenza estrema, durante la quale essi devono imparare a vivere insieme per 21 giorni privi di cibo, acqua, vestiti e riparo. Buying Naked segue l’agente immobiliare Jackie Youngblood, che, all’interno di comunità dove i vestiti sono opzionali, mostra appartamenti a nudisti in cerca di casa.

Stando ai sondaggi, la gente non sembra averne abbastanza di reality shows sulla nudità. Ma invece di abbassare la qualità dell’intrattenimento, la nudità sta in effetti facendo qualcosa di buono per il nostro paese.

Dating Naked

«Onestamente, viviamo in un paese davvero puritano nei confronti della nudità, che viene associata al sesso, e penso che questo sia negativo», ci ha detto Amy Paffrath, ospite a Dating Naked. «Sono contenta che ci siano in giro tutti questi spettacoli che mostrano la nudità, poiché ciò aiuta le persone a sentirsi meglio con se stesse. Vedono a cosa assomigliano i loro corpi attraverso le diverse immagini che passano in TV. C’è un ampio ventaglio di altezze, pesi, colori, età; e penso che questo stia aprendo le porte della maggiore accettazione di sé, facendo capire che in televisione non si vedono soltanto i corpi scolpiti e perfetti delle modelle. Quelle che si vedono sono semplicemente persone normali ed è perciò assolutamente lecito amarsi per come si è, che si sia il buono, il brutto o il cattivo. Tutto è bello.»

Christina Porcelli è stata la prima partecipante a Dating Naked. Ha preso parte al reality show alla ricerca dell’amore. Ora è contenta di aver contribuito a rendere meno tabù l’argomento della nudità. «Le gente vuole davvero stare bene con il proprio corpo e lo stare nudi, guardando questo spettacolo, è una cosa che li aiuta», afferma Christina. «Siamo un po’ ribelli, è vero, ma in altri paesi non è un grosso problema. E non dovrebbe esserlo. Siamo tutti nudi. Siamo nati nudi, moriremo nudi. E dovremmo essere a nostro agio con il nostro corpo, a prescindere dal nostro aspetto».

Quando l’idea di Dating Naked è stata presentata, la cosa è certamente apparsa controversa. Le persone avrebbero cercato incontri sentimentali… nude. Ma ben presto il pubblico ha compreso che la nudità nell’ambito dello spettacolo non era scandalosa.

«Lo spettacolo non è ambiguo, non è sensazionalista e non è quello che tutti si aspettavano quando è stato mandato in onda il primo episodio», dice Paffrath. «Adesso l’accoglienza è senza riserve. Abbiamo ottenuto una desensibilizzazione nei confronti della nudità, e penso che questo sia davvero una grande cosa per il nostro paese. Abbiamo bisogno di imparare che non sempre la nudità è legata con il sesso. Dobbiamo voltare pagina su quest’idea obsoleta.»

Tradotto da Why Naked Reality Shows Are Good for Our Country.

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14 risposte a La nudità nei reality shows

  1. Andrea ha detto:

    Mi fanno ridere !!. Parlano di contatto con la natura e poi spesso se ne vanno in giro con ciabatte, scarpe e scarponi !!. Il primo contatto con la natura è quello dei piedi !!!, che senso ha spogliarsi e poi andare in giro con scarponi da montagna ??!!…veramente ridicolo.
    Inoltre mi sembra che sia dia più importanza al fatto di avere i genitali liberi al vento che non al fatto di uno stile di vita sano…alimentazione sana e biologica….attività fisica….riduzione dei consumi e inquinamento, vita all’aperto (e non in alberghi a 5 stelle). Qui invece troviamo presunti “naturisti” che fumano, bevono e spendono un sacco di soldi in alberghi, e B&B appositamente creati per loro, dove di naturale non c’è proprio niente.
    Ciò che viene rimarcato qui è la trasgressione della nudità !!…non lo stile di vita differente.
    Ci credo che il naturismo (come da voi viene chiamato, a me sembra nudismo e basta) è in declino…perchè non si sa cosa diavolo sia !!!…e le bugie hanno sempre le gambe corte.
    E ve lo dice uno che NON è “naturista”. (Tanto x avere una voce fuori dal coro).

    • esserenudo ha detto:

      Benvengano anche le voci “fuori dal coro”, purché si sia disponibili al confronto pacato e senza pregiudizi.

      Sulla distinzione fra nudismo e naturismo sono stati versati i leggendari fiumi d’inchiostro. Se – quasi sempre – il naturista è anche nudista, si deve riconoscere che una persona può essere nudista anche senza essere naturista. Perciò, sinceramente non vedo dove sia l’ipocrisia, se uno che fuma o va in alberghi a 5 stelle pratica il nudismo. Dove sta scritto che il nudista deve per forza praticare uno stile di vita sano? Sia chiaro: personalmente sono convinto che il nudismo porti a valorizzare il benessere psicofisico al punto da favorire l’adozione di uno stile di vita salutare, ma nulla vieta che un incallito fumatore sia anche nudista… Se poi volessimo muovere a costui qualche critica su come vive, mi pare che dovremmo stigmatizzare il suo essere fumatore, non il suo essere nudista!

      Sinceramente non ho capito le Sue allusioni al fatto che “qui” si rimarcherebbe “la trasgressione della nudità” o frasi del tipo che “qui troviamo presunti naturisti” oppure “il naturismo, come da voi viene chiamato”. Se percorre un po’ i post pubblicati su questo blog, vedrà che qui si parla di nudismo, senza timore di nascondersi dietro le parole (e basti vedere il “motto” del blog: Per la promozione del nudismo in Italia). Forse dovrebbe leggere e informarsi, prima di sparare le solite bordate contro il nudismo. Perché è solo il pregiudizio che lega il nudismo alla trasgressione e al sesso facile!

      Quanto al fatto che sarebbe “ridicolo” andare in giro nudi con scarpe ai piedi, questa è una Sua opinione. Tuttavia, ammesso anche che sia ridicolo, non è questa una ragione sufficiente per colpire questa attività con divieti e sanzioni. Io trovo ridicoli quelli che – soprattutto di questi tempi – vanno in giro facendo sfoggio della loro ricchezza con abiti firmati e orologi di lusso. Ma ho forse il diritto di invocare multe a loro carico o di impedire loro di fare ciò che fanno?!?

      • Andrea ha detto:

        A maggior ragione allora. !!!!! Se il motivo della vostra nudità non ha nulla a che fare con valori di alcun tipo, a che serve fare quello che fate !!. Spogliarsi per cosa ?. Se il contatto con la natura non vi interessa, la vita sana non vi interessa ecc.. ecc.. perchè farlo ??. Da dove nasce questa esigenza di togliersi i vestiti ??.
        Per un senso vouyeristico ??.Perchè non bisogna vergognarsi del proprio corpo ??…Posso anche essere d’accordo, ma questo non implica il fatto di doversi spogliare senza motivo logico. Io non mi vergogno del corpo…ma questo non significa che debba esibirlo agli altri.
        Quello che ho scritto prima intendeva il fatto che chi si spoglia senza ideali e senza motivo…lo fa solo per il piacere e il brivido della trasgressione, spogliarsi è considerato (giusto o sbagliato che sia) trasgressivo !!….e farlo senza convinzioni particolari sulla natura ma spinti solo da qualche impulso di qualche tipo, (ancora non so quale).. porta poi l’individuo a trarre piacere da tale trasgressione.
        Io non stigmatizzo nessuno e non pretendo certo di avere la verità in tasca, ci mancherebbe altro, ma se la stra-grande maggioranza delle persone non avverte il bisogno, l’impulso, la necessità (o qualunque cosa sia) di spogliarsi un motivo ci sarà !!.
        A questo punto sono MOLTO più comprensibili gli ideali naturisti, piuttosto che quelli nudisti (visto che voi rimarcate questa differenza), ma io dico sempre in ogni caso che coloro che si definiscono naturisti dovrebbero pensare alla salvaguardia dell’ambiente piuttosto che mettersi nudi in bella vista a prendere il sole. Per me è molto + naturista una persona che pulisce i parchi, le spiagge, che fa attività fisica, che mangia in maniera equilibrata e lo fa stando VESTITO !!!….piuttosto che uno che si mette nudo a prendere il sole per 3 mesi all’anno.
        Per finire il vostro “stile di vita” o qualunque cosa sia….non lo critico !! ma non vedo le ragione che spingono una persona a spogliarsi senza motivo (a parte la situazione trasgressiva, non erotica, trasgressiva del momento).
        A mio avviso a voi manca il perchè di ciò che fate.
        Ai naturisti manca la volontà di applicare gli ideali che hanno con la loro vita….perchè in fin dei conti nessuno vuole realmente rinunciare al benessere e ai benefici della civiltà moderna…anche se tali benefici vengono spesso criticati da naturisti o presunti tali.

      • esserenudo ha detto:

        Non ho mai detto che “non ci interessa il contatto con la natura”, anzi… La stragrande maggioranza dei nudisti si spoglia proprio per il piacere che le viene regalato dalla nudità a contatto con la natura.

        E le assicuro che non è un piacere legato alla trasgressione, alla voglia di esibirsi o di cercare avventure erotiche. Ci si spoglia per stare bene con se stessi, non per mostrare il proprio corpo agli altri (è un’idea sbagliata, ma dura a morire, quella di chi ritiene che, se mi metto nudo, lo faccio per suscitare una qualche reazione negli altri che mi vedono). Provi solo a pensare che il piacere della nudità è innato nei bambini, che non stanno certo nudi per chissà quale scopo malizioso! È solo l’educazione che ci inculca la convinzione che stare nudi è brutto e disdicevole. Una volta che si è superata questa convinzione, ci si rende conto di quanto “normale” possa essere la nudità.

        Lei dice di non vedere la ragione di mettersi nudi. Ma provi invece a chiedersi: per quale ragione, ad esempio, bisogna indossare un minuscolo costume da bagno per andare a nuotare?

        E infine ha mai provato un’esperienza nudista? Provi soltanto a farla, in maniera spensierata, senza pregiudizi e senza porsi tanti perché. La sensazione di benessere suscitata dallo stare nudo nella natura varrà più di qualsiasi ragionamento logico!

  2. Andrea ha detto:

    Bè il costume da bagno si può indossare ad esempio se non si desidera mostrare parti private e delicate del corpo a perfetti sconosciuti, non la vedo una cosa tanto strana. Ci sono alcune cose che si preferisce tenere private se poi una di queste cose riguarda una parte del corpo io non la vedrei come una bigotteria o chiusura mentale….è semplicemente una scelta, esattamente come non sono tenuto a dire il mio orientamento politico agli altri…non è bigotteria ..è una scelta.

    Non è vero che la società me lo impone il costume !!….E’ vero che ci sono leggi al riguardo sulla pubblica decenza, ma è una cosa che sta bene anche a me ….altrimenti frequenterei posti in cui stare nudo è normale, se le persone non cercano tali posti è perchè non avvertono la necessità di rimuovere il costume. Se un giorno comincerò ad avvertire tale bisogno, inizierò a frequentare luoghi naturisti.

    L’apprezzamento della natura si può avere anche con un abito indosso, perchè non potrei apprezzare la natura con indosso un costume o altro ?? cosa me lo impedirebbe ??. Inoltre spogliarmi in mezzo a un bosco mi sembra una forzatura, oltre che una cosa piuttosto primitiva e da selvaggi. Stare in spiaggia o in riva ad un lago col costume non mi impedisce di sentire le sensazioni naturali dell’acqua o del sole ecc.

    Per finire NO !!…non ho mai provato il nudismo in vita mia e non ho difficoltà ad ammettere che non so se potrei mai a farlo…non riuscirei a controllare le emozioni del corpo, mi sentirei in imbarazzo totale e tutti i presunti benefici che Lei cita si trasformerebbero subito in ansia, paura e totale disagio. Certo per lei è facile dire che i benefici sarebbero molteplici e che denudarsi è la cosa + normale del mondo…ma non è così per tutti, scoprire parti del corpo SEMPRE tenute private e riservate può dare sensazioni di inadeguatezza, disagio ecc…
    Un pò come dire agli altri il nostro conto in banca o qualunque altra informazione sensibile…è una cosa delicata che creerebbe imbarazzo e disagio.

  3. Andrea ha detto:

    In ogni caso…non mi ritengo bigotto o chiuso…sono sempre stato aperto a nuove esperienze per quanto bizzarre mi possano sembrare. Le uniche cose a cui ho sempre rinunciato sono l’acool e il fumo…sono ben felice di non essermi mai messo in bocca una sigaretta. Il motivo della rinuncia credo sia facilmente intuibile ….le bevande alcoliche non mi piacciono hanno un sapore disgustoso, specialmente il vino o i super alcolici…e il fumo è dannoso per la salute oltre che dispendioso, queste sono, oltre alle droghe in generale, le uniche rinunce fatte a priori, poi ho sempre o quasi fatto attività fisica, e mi sono sempre dichiarato disponibile e provare nuove cose. Certo Lei mi dirà… “non hai mai fatto nudismo”…è vero !!. Ma non credo riuscirei a farlo e il costume per adesso non mi ha mai dato fastidio o impedito di prendere il sole.
    Inoltre anche volendo “spezzare una lancia” in suo favore, queste cose sono sempre nascoste, da ricercare, mai alla “luce del sole” è difficile imbattersi in nudisti o spiagge adatte, quindi anche ammesso di voler mettere la buona volontà nel provare cose simili si finisce poi per rinunciare. Dovendo dare un ultimo consiglio senza pregiudizi….il vostro movimento, o stile di vita che sia, non ha visibilità, non è facilmente accessibile, non è “pubblicizzato” e purtroppo lascia che lo dica…oggi la visibilità è TUTTO !!, un negozio o esercizio commerciale che non ha visibilità chiude. Se volete attrarre nuove leve dovete rendervi visibili, con manifesti, organizzazione eventi, manifestazioni e dovete farlo a contatto diretto con le persone, non basta un semplice sito su internet.Questo è l’unico consiglio che posso dare al di là di pregiudizi o modi diversi di vedere le cose. Personalmente non sono mai (o quasi) a priori contro qualcosa, posso avere le mie idee, magari diverse da quelle di un nudista …ma non sono mai a priori contro qualcosa che non conosco.

    • esserenudo ha detto:

      Sono d’accordo con Lei.

      Mi fa piacere leggere che, pur non avendolo mai praticato né avendo intenzione di farlo, non è contrario al nudismo. Perché, vede, il punto è tutto qui. I nudisti non pretendono ovviamente di convertire nessuno, chiedono soltanto che il nudismo sia maggiormente tollerato e accettato. Per riprendere il suo esempio, ciascuno di noi ha tutti i diritti di tenere riservate certe cose, come il conto in banca o l’orientamento politico, ma nessuno si sognerebbe mai di sanzionare coloro che, per libera scelta, tali cose vogliono renderle note. Ecco, ragionando allo stesso modo non si capisce perché si voglia continuare a condannare coloro che, in contesti adeguati, ritengono di non dover nascondere certe parti del corpo. In definitiva, è una mera questione di libertà: se Lei è libero di coprirsi con un costume, perché io non posso essere libero di non coprirmi?

      Il problema della scarsa visibilità dei nudisti, dei loro spazi e delle loro attività, è un problema che si avverte molto forte soprattutto in Italia. In moltissimi altri Paesi europei il nudismo non solo è un fenomeno normalmente accettato a livello sociale, ma costituisce anche un segmento importante dell’industria turistica (è cosa nota che ogni anno milioni di nudisti affollano strutture e spiagge nudiste in Francia, Croazia, Spagna, snobbando del tutto il Belpaese). Se farà un giro in Germania, vedrà che ci sono spazi dedicati ai nudisti perfino nei parchi cittadini! Per non parlare della Spagna o della Danimarca, sulle cui spiagge uno sta come preferisce, nudo o col costume, senza problemi. E non mi sembra di aver citato Paesi primitivi, selvaggi o incivili… Purtroppo si verifica in Italia una sorta di circolo vizioso: i nudisti temono di essere mal giudicati – o peggio condannati o multati – e quindi non escono allo scoperto, alimentando con ciò l’impressione che il nudismo sia qualcosa di poco pulito da nascondere.

      Devo dire, però, che negli ultimi anni si assiste a un significativo aumento di iniziative “non nascoste” promosse dai nudisti in Italia. Le cito – tanto per fare un esempio di cui ho conoscenza diretta – le iniziative promosse dal blog http://www.mondonudo.it, che nel corso dell’estate appena conclusa ha organizzato una serie di eventi nudisti aperti anche a coloro che nudisti non sono, dandovi ampia pubblicità su Internet e incontrando attenzione e rispetto da parte di autorità locali e operatori turistici.

      Quanto alle Sue paure circa il denudarsi, Le posso garantire che sono le stesse che hanno provato all’inizio quasi tutti i nudisti. Le basterebbe frequentare una qualche iniziativa promossa da un’associazione naturista, per rendersi conto che tali paure sono destinate a svanire nel giro di pochi minuti. E l’esperienza Le farebbe anche capire quanto ci ostacola il costume nell’apprezzare le sensazioni naturali dell’acqua, dell’aria, del sole.

      Mi permetto di invitarLa al prossimo evento organizzato dal blog che ho appena citato, in occasione del quale sarà fatto un resoconto dell’attività svolta e verrà inoltre presentato il programma delle iniziative per il prossimo anno. Si tratta del pranzo presso un ristorante sul Lago d’Idro (BS), sabato 22 novembre. Sottolineo che al pranzo parteciperanno anche non nudisti e che pertanto non c’è alcun obbligo di spogliarsi! Trova tutti i dettagli su questa pagina. Mi auguro di vederLa in tale occasione per continuare la nostra chiacchierata!

      • Andrea ha detto:

        La ringrazio per l’invito è molto gentile, non so se potrò venire, Brescia è piuttosto distante da voi abito io, dovrei venire con mezzi pubblici, in ogni caso vedremo, se mi sarà possibile perchè no ?. Sinceramente parlando credevo che l’ambiente fosse più ostile verso coloro che non applicano il vostro stile di vita o hanno idee differenti, mi fa piacere vedere che invece ci sono anche persone gentili e disponibili al dialogo…ben felice di essermi sbagliato, fa sempre piacere parlare con persone educate e che rispettano le idee altrui senza pensare di avere la verità assoluta in tasca.
        Ho letto qui sul sito guardando velocemente, che esiste addirittura la nudità domestica, davvero bizzarra come cosa, pensavo che fosse praticata solo all’aperto non dentro casa, ovviamente io non potrei provare una cosa simile dato che non abito da solo, poi però ho letto che si può dormire addirittura nudi, inusuale per me, ma questo credo di poterlo provare, anche se non siamo più in estate credo che basti mettere una coperta in più sul letto e non dovrebbe esserci problema, sicuramente non sarà la stessa cosa che farlo su un lago, ma almeno avrò una mezza idea di quel che si prova (anche se non credo che proverò qualcosa in particolare, sono piuttosto scettico al riguardo). Farò qualche tentativo per un certo periodo poi dirò come è andata.
        Grazie della cortesia e a risentirci.

      • esserenudo ha detto:

        Grazie ancora a Lei. Fa piacere incontrare persone che non si fermano al pregiudizio, ma sanno ascoltare e rispettare le ragioni degli altri. Se tutti fossero come Lei, i problemi del nudismo in Italia sarebbero risolti! Mi auguro davvero che possa venire al pranzo del 22 novembre, dove avrà modo di conoscere in prima persona che i nudisti non sono quegli svitati che vengono descritti nelle barzellette.

        Mi fa anche piacere che voglia provare (ma senza avere aspettative né scetticismi preconcetti, però!) a dormire nudo. Chissà che non potrà essere un primo passo… Quanto alla nudità in casa, ora la stagione non invoglia certamente, ma prima o poi sono convinto che avrà occasione di provare, quando Le capiterà di restare solo per un po’. In ogni caso, resto in attesa delle Sue impressioni!

        A presto.

  4. Andrea ha detto:

    Mi ci sono voluti 4 giorni per abituarmi, sinceramente pensavo di più (forse perchè durante l’estate essendo già abituato a dormire ogni tanto a torso nudo, il mio corpo si è adattato più in fretta). Le primissime volte che ho provato nei primi 4 giorni non provavo niente di particolare, anzi mi sembrava quasi fastidioso, e in quei giorni per dormire mi son dovuto rivestire in parte, dopo la prima notte in cui mi sono addormentato nudo è cambiato qualcosa dentro di me, mi sentivo estremamente bene e comincio a sentire il bisogno di spogliarmi più spesso, è la prima volta che sento un bisogno simile, (non ho idea se sia una cosa normale che capita anche a voi) in ogni caso dopo il lavoro ieri, sono andato in camera per rilassarmi un pò e a mia sorpresa mi sono ritrovato a spogliarmi per la prima volta, è stato qualcosa di irresistibile e tuttavia molto naturale, come se lo facessi da una vita, tolti i vestiti mi sono subito sentito bene, ho paura che la sola nudità notturna non sia più sufficiente, devo trovare il tempo e il modo per stare nudo per un tempo maggiore, è qualcosa che mi fa stare troppo bene, !!!!!! ed è il mio stesso corpo che inizia a chiederlo. In ogni caso ora Dormo nudo da 3 giorni !!.
    E’ bellissimo !!.
    Ho iniziato a sentire qualcosa che non avevo mai sentito prima, una grandissima libertà, il contatto con le coperte è stato meraviglioso, inoltre sentire il mio corpo completamente libero mi fa star bene ogni notte di più !!!.
    Lei aveva assolutamente ragione !. Dormire in mutande non è stessa cosa, come se nella costruzione di un puzzle ti mancasse un unico pezzettino per completarlo. Sembra incredibile ma solo togliendosi anche le mutande si può provare quella irresistibile libertà e benessere che mi ha infettato da 3 giorni, che mi fa denudare quando non l’avevo mai fatto prima e che mi fa stare estremamente bene ogni volta che mi spoglio.
    Spogliarsi nella natura deve essere qualcosa di meraviglioso che soltanto ora…… desidero fortemente provare, unirsi alla natura in maniera intima e spontanea deve essere irresistibile, tuttavia non l’ho mai fatto all’aperto e sono alle primissime armi, alcune paura mi restano, specialmente se dovessi farlo insieme ad altre persone….temo di provare imbarazzo, disagio, e ho paura delle reazioni del corpo, soltanto ora capisco che devo liberarmi di questi lacci che mi tengono imprigionato….ora purtroppo o per fortuna non posso più rinunciare a denudarmi !!. Non riuscirei mai a tornare indietro nemmeno volendo.
    Continuerò a spogliarmi tutte le volte che ne sentirò la necessità, cercando di non farmi frenare dalla NON abitudine e da stupide paure e convenzioni sociali, poi la prossima estate cercherò di provare il naturismo all’aperto, possibilmente un boschetto, o la riva di un lago.
    Ancora non mi sento un nuovo nudista o naturista e non so bene in quale dei 2 mi stia trasformando, ma sicuramente mi sento diverso da prima, mi piacerebbe sentire anche altre testimonianze, sicuramente mi aiuterebbero.
    La ringrazio per la disponibilità questo sito è molto utile e sono sicuro che col dialogo il naturismo o nudismo possa sbocciare anche in altre persone, cosa che io spero vivamente.

    • esserenudo ha detto:

      Leggo con grandissima gioia quello che scrive, non solo perché mi lusinga pensare che il mio blog L’ha avvicinata al mondo del nudismo, ma soprattutto perché mi ricorda le bellissime sensazioni che si provano quando si inizia ad apprezzare il piacere della nudità: le parole non sono sufficienti per persuadere gli altri, bisogna provarlo in prima persona per capire! Quando si comincia a comprendere quanto bello è stare nudi, ci si rende conto che la nudità ci apre le porte su un intero mondo di sensazioni nuove da scoprire.

      Non si preoccupi di qualificarsi nudista o naturista. Che cosa importa? Le etichette non contano niente. Contano solo il piacere e il benessere che proviamo restando nudi. E mi pare si stia rendendo conto che il benessere della nudità non c’entra niente con il sesso, la trasgressione o l’esibizionismo. E’ bello stare nudi e basta.

      Ha ragione: stare nudi in mezzo alla natura è un qualcosa di meraviglioso e irresistibile. E adesso che ha iniziato a muovere i primi passi sulla via del nudismo, vedrà che prima o poi Le sarà impossibile non provare l’esperienza. Una volta sperimentata la nudità, non si riesce più a tornare indietro, a tornare “tessili”, proprio perché – come dice Lei – si capisce quanto “naturale” sia lo stare nudi.

      E vedrà che anche le ultime paure che Le restano, a proposito dello spogliarsi insieme ad altre persone, svaniranno nel giro di pochi istanti quando proverà l’esperienza. Non so in quale zona d’Italia Lei abiti, ma sicuramente ci sarà nei dintorni una qualche associazione naturista che organizza qualche evento, anche nei prossimi mesi. Magari potrebbe prendervi parte.

      Da parte mia, Le rinnovo l’invito a partecipare al pranzo organizzato da mondonudo.it sul Lago d’Idro, dove avremo modo di chiacchierare di persona e dove potrà conoscere le iniziative in programma per il prossimo anno.

      • Andrea ha detto:

        Sì lei ha perfettamente ragione, non c’è nulla di sessuale e trasgressivo quando ci si spoglia nudi, anzi non solo non c’è nulla di male, ma è una delle cose più belle, fantastiche e piacevoli mai provate, ora che mi spoglio regolarmente per dormire e sempre più spesso anche nel dopo lavoro, (anche se sono costretto a farlo in uno spazio privato e limitato dato che non sono da solo) mi sembra la cosa più normale del mondo, anzi per me è quasi una necessità dovermi spogliare !!!…quando mi spoglio sparisce lo stress del lavoro, mi fa rilassare, mi da libertà e sto bene, sto iniziando anche a leggere e fare tutte quelle piccole cose che facevo vestito, è ancora un pò strano per me farle ora da nudo, ma penso che sia solo perchè il mio corpo non è del tutto abituato ancora. Purtroppo lo inizio a capire solo da poco, e nel mio primo commento sono stato troppo duro nel giudicare e detto cose assurde ma purtroppo non mi rendevo conto e ho scritto stupidaggini madornali, come il motivo per cui ci si spoglia o considerare assurdo spogliarsi nella natura, quando invece di assurdo non ha nulla ed è una delle cose che ora desidero di più. Ha ragione anche sul fatto che è impossibile (anche volendo, e io non voglio più) tornare “tessili” !!, (ho letto in questi giorni documentandomi un pò sull’argomento, che è il termine in cui i nudisti chiamano quelli che indossano il costume), non sapevo che gli venisse affibbiato un nome simile è anche buffo, senza offesa, in ogni caso io non mi sento più un tessile !!.
        Ho un unico rimpianto. L’estate è finita ! e per spogliarmi nella natura dovrò aspettare l’estate prossima, mentre aspetto mi accontenterò della nudità domestica. Questo blogo mi era stato segnalato alcuni mesi fa da una persona ma non ero mai venuto, e sicuramente non credevo che sarei diventato nudista. !! . Sì lo ammetto mi sento uno di voi. !!
        Non so se potrò venire al pranzo del 22 ma sicuramente non mi farò sfuggire l’occasione di stare nudo nella natura la prossima estate, purtroppo nella mia regione iniziative simili non ci sono, a parte un paio di spiagge che ho letto essere frequentate da omosessuali, pur non avendo niente contro di loro, preferisco provare a spogliarmi in luoghi diversi e possibilmente incontaminati , lontani dalla confusione e lontani dalla città.

      • esserenudo ha detto:

        Mi fa molto piacere che Lei apprezzi sempre di più l’esperienza nudista e che già percepisca lo stare nudi come banale “normalità”! Sempre con grande piacere leggo inoltre che ora si sente, a tutti gli effetti, un nudista! Come ho già detto qualche altra volta, questo dimostra che per il nudismo l’esperienza vale più di mille ragionamenti teorici. Se non si prova, si dubita e non si capisce. Se si prova, si comprende in pochi istanti quant’è bello stare nudi. E, capito questo, non si vuole più tornare indietro, neppure per tutto l’oro del mondo!

        Sì, purtroppo la stagione calda è ormai alle spalle e per il nudismo all’aperto ci tocca aspettare la prossima primavera. Anch’io non vedo l’ora che torni il caldo, per potersi spogliare in mezzo alla natura. Personalmente ho sperimentato un particolare benessere nello stare nudo in montagna, avvertendo fortissima la sensazione di immersione totalizzante nella natura: se desidera provare anche Lei qualche escursione nudista in montagna, si tenga informato sulle iniziative di mondonudo.it per l’anno prossimo!

        Quanto al pranzo del prossimo 22 novembre, mi scriva – se lo desidera – in privato, usando il modulo di contatto presente su questa pagina. Magari scopriremo che c’è qualcuno dei commensali che abita poco lontano da Lei e che potrebbe darLe un passaggio per il Lago d’Idro!

  5. Enrico Franco ha detto:

    Le scarpe:
    L’uomo preistorico non le usava per cui la pianta dei piedi si inspessiva permettendogli di camminare senza problemi anche su superfici ruvide o con piccole asperità; l’uomo moderno, che invece sin dalla nascita usa calzature, non ha questo inspessimento per cui è normale che uno in certi luoghi, anche se nudista, è costretto ad usare calzature se non vuole che si formino ferite e vesciche ai piedi. Se poi uno vuole avviarsi alla pratica di “camminare a piedi nudi”, molti seguono questa pratica http://www.barfusspark.info/it/itindex.htm, deve comunque procedere per gradi.

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