Perché siamo nudi?

Donna con caneSe fossimo come l’altro 99,9% dei mammiferi, saremmo nati con la pelliccia. Secondo le teorie scientifiche, noi ominidi siamo senza peli da almeno 1,2 milioni di anni. L’abbigliamento si è sviluppato in tempi molto più recenti, giacché la prova più antica della concia delle pelli, che sono state i primissimi vestiti, risale ad appena 300.000 anni fa. La nudità, ossia la mancanza di peli, sembra essersi sviluppata nello stesso periodo in cui abbiamo imparato ad accendere e utilizzare il fuoco. Forse (questo lo diciamo solo come battuta scherzosa!) abbiamo perso la nostra pelliccia per non rischiare di prendere fuoco sedendoci troppo vicino alle fiamme…

Ci sono un sacco di teorie sul perché abbiamo perso la nostra pelliccia. Sono due le tesi più accreditate: secondo la prima, la perdita della pelliccia avrebbe ridotto la quantità di parassiti che si annidano fra i peli e, secondo l’altra, essa avrebbe incrementato la nostra abilità nella caccia degli animali più grandi. L’uomo non soltanto è uno dei pochi mammiferi che sono nudi, ma è anche uno dei pochi mammiferi che sudano attraverso la pelle. Grazie alla sudorazione attraverso la pelle siamo in grado di correre per lunghi tratti e per lungo tempo, disperdendo il calore corporeo in maniera rapida ed efficiente. Altri mammiferi possono disperdere il calore corporeo solamente attraverso la bocca o le zampe. Individuando e incalzando uno degli animali più deboli di un branco, potremmo inseguirlo aspettando che cada letteralmente esausto e a quel punto potremmo ammazzarlo con lance e bastoni. Gli uomini che ancor oggi cacciano in questo modo nelle pianure africane sono in grado di inseguire un animale per tutto il giorno.

Insomma, la nudità fa parte della nostra strategia per la sopravvivenza. Correre con i vestiti addosso sarebbe uno svantaggio per la caccia, perché ci surriscalderemmo come la nostra preda. I nostri corpi sono molto efficienti a temperature moderate: ci adattiamo al calore con il sudore e al freddo con i brividi. I capelli sulla nostra testa servono a proteggerci dal sole e dal freddo, ma i nostri corpi sono pensati per essere nudi.

Uomo con cane

Uno dei più grandi piaceri dell’essere nudi è dato dalla maniera in cui la nostra pelle percepisce il mondo esterno, quasi come se fosse libera di respirare, mai così consapevole della minima variazione di temperatura o del movimento dell’aria o di qualsiasi altra cosa ci venga addosso. I vesititi, anche se piccoli, mascherano tutto questo e alterano la sensazione del tatto. Quando siamo vestiti, siamo costantemente stimolati dai nostri indumenti, non dall’ambiente che ci circonda. La continua stimolazione artificiale degli abiti ci separa da ciò che ci sta intorno, togliendoci la sintonia con l’ambiente. I vestiti attillati sono ancora peggiori, giacché intralciano la circolazione del sangue (basta guardare i segni lasciati dagli elastici dei costumi da bagno e dei reggiseni) e non permettono al sudore di evaporare, per cui mantengono sempre umide certe parti del corpo, creando un terreno fertile per batteri e parassiti.

Chiaramente, quando fa freddo, è molto meglio indossare i vestiti. Ma quando la temperatura è piacevole o addirittura elevata, dentro o fuori casa, la scelta migliore è restare nudi!

Tradotto dall’articolo Why are we naked? di Happy Bare.
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Pudore e intimità

Ragazza in altalena

Alcuni sostengono che la nudità non è un problema per loro, ma semplicemente che hanno un elevato senso del pudore; e il pudore è una regola di buona condotta. Dicono che ciascuno ha diritto alla sua intimità e che nessuno deve violare l’intimità altrui. E nel concetto di intimità, fra i primi posti collocano gli organi genitali (detti appunto “parti intime”). Una tale opinione merita di essere esaminata con attenzione, riflettendo sul significato delle parole “pudore” e “intimità”.

L’intimità è quell’ambito che vogliamo mantenere segreto, è una sorta di “zona di protezione”, con la quale ci circondiamo per difenderci dall’invadenza altrui. Quando vogliamo ritirarci per stare tranquilli, troviamo questa pace nella nostra casa o nella nostra stanza, un luogo detto “intimo”, cioè dove nessuno ha il diritto di venirci a disturbare. Quando qualcuno ci importuna violando i confini della nostra intimità, lo percepiamo come una mancanza di rispetto, un’invasione del nostro spazio privato, quasi un’aggressione nei confronti della nostra sfera personale.

Nudista in campagnaL’intimità può concernere tanto il corpo, quanto i sentimenti: gli organi genitali, altre parti del corpo, il corpo intero, dettagli del nostro comportamento, della nostra vita sentimentale e “privata”. Perciò, la definizione di quest’ambito è molto personale e assai variabile da un individuo all’altro, da una famiglia all’altra, da una comunità all’altra. Essa cambia inoltre a seconda della situazione nella quale ci si trova. In ogni caso, un forte ruolo nella delimitazione dei confini del concetto di intimità è giocato dall’educazione.

La forma più comune di senso del pudore è la paura di rivelare qualcosa riguardante la propria intimità. Temiamo di mostare come siamo davvero, perché ci sentiamo insicuri, vulnerabili, esposti ad abusi e manipolazioni, perché abbiamo paura di essere giudicati, perché non abbiamo fiducia in noi stessi. Per questo il senso del pudore e la resistenza a condividere la nostra intimità sono più o meno forti a seconda della confidenza che abbiamo con le persone che ci stanno accanto.

Poiché il pudore è legato strettamente al concetto di intimità, si può notare che esso cambia a seconda di ciò che viene considerato “intimo” e dunque da tenere nascosto. Perciò, anche il senso del pudore dipende in buona parte dall’educazione ricevuta. E poiché si insegna che non sta bene mostrarsi nudi, ecco che la stragrande maggioranza delle persone, al pensiero di denudarsi in pubblico, viene bloccata dal senso del pudore. Eppure, è un fatto ben più intimo rivelare le proprie emozioni che mostrare il proprio corpo nudo, perché le emozioni dicono di noi assai più cose della nostra nudità.

DoriforoD’altra parte, se gettiamo un rapido sguardo ai secoli passati, vediamo che non sempre l’idea di nudità è stata associata a quella di intimità: gli uomini greci praticavano nudi gli esercizi sportivi, gli antichi romani frequentavano nudi le terme, nell’Europa medievale e rinascimentale era normale denudarsi in pubblico per lavarsi nei fiumi o nei laghi. Fu solo a partire dal Seicento che cominciò ad affermarsi una morale più restrittiva, e con essa prese piede il senso del pudore per la nudità e per gli organi sessuali in particolare.

A dimostrazione del fatto che il pudore per la nudità è un sentimento fabbricato dall’educazione, è interessante notare che presso parecchie popolazioni indigene in America, in Africa e in Oceania la nudità pubblica era percepita come assolutamente normale. Furono i colonizzatori europei che si sforzarono con ogni mezzo di imporre i vestiti a quei “selvaggi” allo scopo di renderli “civili”, insegnando così loro il senso del pudore per la nudità.

Se dunque il senso del pudore per la nudità non è innato nell’uomo, ma instillato nella sua mente da un’educazione retriva, non è impossibile riuscire a superarlo con un’educazione di segno contrario. È sufficiente imparare che la nudità non è un male, non è una cosa sporca, non è un peccato, ma al contrario è una fonte di benessere e di salute, un modo per godere delle bellezze della natura e per gioire della vita. È davvero così difficile?

Liberamente ispirato alla pubblicazione Se mettre à Nu di Alain Boudet.
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Orgogliosamente nudi 2014

BlumoneDomenica prossima prende inizio lo stupendo ciclo di escursioni ed eventi naturalistici proposto dal blog Mondo Nudo sotto il titolo di Orgogliosamente Nudi 2014.

Ecco una sintesi dei primi appuntamenti:

♦ Domenica 4 maggio, si comincia con una bella escursione nella Val Piombino, a partire dal paese di Vesta (sul lago d’Idro) per arrivare, dopo un dislivello di circa 800 metri, alla Malga Piombino. Considerato che la temperatura sarà ancora piuttosto bassa, si tratterà di un’escursione da fare per lo più vestiti e dunque ideale per chi, non nudista, desideri cominciare a conoscere qualcosa dell’escursionismo nudista.

♦ Domenica 18 maggio sarà la volta del periplo di Montisola, sul lago d’Iseo. Escursione facile, per tutta la famiglia, prevede un percorso su strada asfaltata di circa 9 chilometri con un dislivello di appena 78 metri. Anche questa uscita, da farsi vestiti, è un’ottima occasione per chi voglia conoscere lo stile di vita nudista, prima di aggregarsi alle successive escursioni, dove la nudità è possibile e prevista.

♦ Domenica 8 giugno, in occasione della 4ª Giornata dell’Orgoglio Nudista, è in programma una splendida escursione sul Monte Casale, presso Sarche (provincia di Trento). Prima per comoda strada sterrata, poi per sentiero che sale in una meravigliosa faggeta, nuovamente per strada sterrata e infine ancora per sentiero, si perviene in circa 2 ore di cammino alla Dorsale Godesi, punto estremo dell’escursione.

♦ Un paio di settimane dopo, domenica 22 giugno, una breve e facile escursione in Val della Lana (Inzino) offrirà l’occasione per una bella gita in mezzo a boschi e prati in fiore.

♦ All’inizio di luglio, e precisamente da sabato 5 a sabato 12, è prevista un’intera settimana in montagna, con pernottamento presso il Rifugio Prandini (Braone), che farà da “campo base” per una serie di escursioni nei dintorni (Cima Terre Fredde, Somale di Braone, Monte Frerone, Porta di Stabio), in mezzo a un’affascinante natura montana, solitaria e selvaggia. Non è necessario partecipare all’intero periodo, ma sono possibili anche soggiorni parziali.

Per questi e per i successivi appuntamenti, che seguono a cadenza pressoché quindicinale fino al mese di ottobre e che prevedono una serie di escursioni di varia tipologia e difficoltà, si fa rinvio alla pagina degli eventi di Mondo Nudo, sul cui sito è opportuno iscriversi per segnalare la propria partecipazione e per ricevere dettagli e aggiornamenti relativi alle singole escursioni. È peraltro doveroso precisare che gli eventi non sono preparati da alcun tipo di organizzazione, ma che si tratta solo della messa in comune delle attività di singoli individui (lo staff di Mondo Nudo e alcuni amici) al fine di dare la possibilità a chi lo desideri di conoscere e avvicinare in modo semplice e corretto il mondo del nudismo e, nello specifico, dell’escursionismo nudista.

Fotografia naturistaA contorno delle varie escursioni, è promosso un lavoro fotografico sul tema “Nudo è meglio”. Le fotografie vanno scattate nel contesto del programma di Orgogliosamente Nudi 2014 e devono riguardare l’escursionismo, il nudismo o il nudo inteso come libera e semplice espressione del corpo, senza allusioni maliziose o alterazioni artificiali. Ciascun partecipante può inviare fino a 5 fotografie. Non sono previsti premi, ma le fotografie più belle saranno esposte in forma digitale durante la festa di chiusura del ciclo di escursioni. Inoltre, le 10 migliori opere compariranno sul blog Mondo Nudo, su questo blog e su altri siti internet, ovviamente con attribuzione dei crediti ai rispettivi autori. Altri dettagli si trovano sulla apposita pagina di Mondo Nudo.

Che altro aggiungere? Soltanto un invito a tutti gli appassionati di escursionismo, nudisti e non nudisti: non lasciatevi sfuggire queste bellissime occasioni per conoscere da vicino e per vivere la fantastica esperienza di un’escursione nudista!

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Nudismo e bambini

Little naturist boy

Una delle maggiori resistenze che la società oppone all’accettazione del nudismo trova la sua motivazione nella tutela dei bambini. Si dice che il nudismo non sarebbe cosa adatta a loro, essendo una faccenda per soli adulti. Si dice che vedere la nudità sarebbe troppo sconvolgente e avrebbe conseguenze psicologiche negative per i bambini. Si dice che il nudismo farebbe correre loro maggiori rischi di cadere vittime di pedofili o altri maniaci sessuali.

Si tratta di paure infondate, originate dalla vergogna per la nudità, alimentate dalla non conoscenza del nudismo e infine ingigantite dai pregiudizi. Desidero esaminare brevemente, una per una, le tre obiezioni riassunte qui sopra, senza pretesa di esaurire il tema, che senza dubbio sarà oggetto di ulteriori future riflessioni su questo blog.

Cominciamo dalla prima obiezione, la più facile da far cadere, quella secondo la quale il nudismo sarebbe una faccenda riservata ai soli adulti. L’obiezione sarebbe condivisibile soltanto se il nudismo fosse sinonimo di attività sessuale. Ma poiché – semplicemente – non lo è, è chiaro che l’obiezione risulta infondata. Nudismo significa stare nudi per godere la piena libertà del proprio corpo, a contatto diretto con la natura, per sentire il sole, l’aria, l’acqua su tutta la nostra pelle, privi di qualsiasi costrizione imposta dai vestiti.

Ebbene, appurato che nudismo significa questo, credo che nessuno possa negare che i bambini sono per natura i più entusiasti praticanti del nudismo! Poter correre in giro o sguazzare nell’acqua senza l’impaccio di alcun indumento significa per i bambini poter godere di un’inconsueta libertà, che rende ancora più gioiosi e spensierati i loro giochi. I bambini, almeno fino a una certa età, non associano alla nudità alcun senso di vergogna o di ribrezzo: è poi l’educazione impartita dagli adulti che instilla in loro l’idea che certe parti del corpo sono brutte e devono assolutamente essere tenute sempre nascoste.

CartoonsE arriviamo quindi a prendere in esame la seconda obiezione, che ritiene il nudismo una fonte di turbamento e di conseguenze molto negative sullo sviluppo psicologico dei bambini. In realtà, anche questa obiezione si basa soltanto sul secolare pregiudizio nei confronti della nudità, considerata come cosa indecente, ma non ha alcun fondamento scientifico. Al contrario, vari studi accademici, condotti negli ultimi decenni con metodo scientifico su quest’argomento negli Stati Uniti e in Europa, non solo hanno escluso ogni effetto negativo del nudismo sui bambini, ma ne hanno dimostrato la valenza educativa per un equilibrato sviluppo psicologico.

I bambini – giova ripeterlo ancora – non associano alle parti intime alcun senso di disgusto o di vergogna. Sono gli adulti – con i loro divieti e le loro prescrizioni, con i loro silenzi e i loro imbarazzi, con il coprire certe parti del proprio corpo anche nelle situazioni in cui la nudità sarebbe non solo normale, ma addirittura ovvia (faccio solo l’esempio della spiaggia al mare, per tacer d’altro) – a infondere nei bambini l’idea che, in definitiva, nel corpo umano c’è qualcosa di sporco, di riprovevole o, peggio ancora, di peccaminoso. È importante evitare, invece, che i bambini percepiscano come un tabù la sfera delle parti intime e che quindi sviluppino un atteggiamento morboso verso la nudità in generale. In altre parole, è essenziale che essi continuino a vivere serenamente il rapporto con tutto il loro corpo. Un risultato, questo, che può essere raggiunto pienamente in un contesto nudista, nel quale lo stare nudi e il vedere la nudità altrui sono situazioni che vengono vissute con assoluta naturalezza e semplicità.

Gli psicologi sono oggi concordi nel dire che un rapporto sereno con il proprio corpo, privo di tabù e di sensi di vergogna, è estremamente importante anche per lo sviluppo della sfera affettiva dei bambini. Appare quindi chiaro che se ai bambini si trasmette un atteggiamento sano e naturale nei confronti della nudità, essi vengono messi sulla buona strada per la costruzione di un’adeguata affettività e di una personalità matura.

Ma vi è di più. Facendo percepire ai bambini che la nudità è un fatto estremamente naturale e che così dev’essere vissuto, risulta più facile tenere distinto dal semplice essere nudi l’altro aspetto dell’educazione che coinvolge gli organi genitali, ossia quello inerente la sessualità. Infatti, l’insegnamento che la sessualità dev’essere condivisa solo con certe persone, in presenza di un sentimento di amore, può essere trasmesso ai bambini in maniera meno equivoca e perciò più efficace, se non vi sono i condizionamenti dei tabù riguardanti la nudità.

A ciò si aggiunga che abituando i bambini alla normalità della nudità li si renderà ragazzi più refrattari nei confronti della pornografia, in quanto si tagliano di netto le radici della curiosità morbosa per il nudo, e meglio preparati ad affrontare il momento cruciale della pubertà, quando i rapidi cambiamenti che riguardano il loro corpo e la loro mente daranno origine a timori e sensazioni di inadeguatezza. Beninteso, il nudismo non è la soluzione a tutti i problemi dell’adolescenza, però contribuisce a ridurre la portata di alcuni di essi e offre un’arma in più per poterli affrontare con maggiore serenità.

Nudist CartoonsVeniamo infine a parlare della terza obiezione, secondo la quale il nudismo porterebbe con sé un più elevato rischio di pedofilia. Anche questa obiezione trova la sua fonte nel pregiudizio che i nudisti siano di per sé inclini alla trasgressione o, peggio, alla depravazione sessuale. In questo caso non mi prendo la briga di confutare questo pregiudizio, assolutamente indimostrato, ma mi limito a fare una semplice considerazione: negli Stati Uniti sono state migliaia le denunce (e le condanne) per pedofilia di insegnanti, esponenti religiosi, persone che godevano di elevata stima sociale; a fronte di ciò, nelle centinaia di strutture nudiste sparse su tutto il territorio statunitense non c’è stato quasi nessun caso di pedofilia. Le autorità hanno riferito che la ragione dell’estraneità dei centri nudisti al problema della pedofilia sta nel fatto che questi centri hanno la reputazione di scoprire e denunciare senza indugio eventuali individui molesti, siano essi pedofili o altro; al contrario, fino a pochi anni fa molte altre organizzazioni hanno nascosto simili problemi sotto il tappeto, più preoccupate di tutelare la loro immagine pubblica piuttosto che la sicurezza delle persone che avrebbero dovuto proteggere. Siamo dunque proprio sicuri che fra i nudisti ci siano più pedofili che in altri ambienti che si ammantano di chissà quale aura di “rispettabilità”? Siamo proprio sicuri che praticare il nudismo è un marchio di colpevolezza, mentre tenersi addosso qualche vestito è una garanzia di innocenza?

Ma questo tema si presta a un’altra considerazione. È noto che spesso il pedofilo si giova del silenzio della sua giovane vittima, che per un verso non è in grado di focalizzare le attenzioni lascive di cui è bersaglio, per altro verso prova vergogna a parlarne con i suoi stessi genitori. Ebbene, in una famiglia nudista i bambini vengono educati ad avere (o meglio: vengono educati a non perdere) un rapporto sereno con la nudità: perciò, non sono in imbarazzo quando devono parlare delle parti intime e imparano a conoscere in maniera del tutto naturale com’è fatto il loro corpo e quello degli altri. Non sono forse questi dettagli altrettanti elementi che giocano a sfavore di un eventuale approccio da parte di un pedofilo, rendendo più facile il suo rapido smascheramento?

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I vostri vestiti celano molto della vostra bellezza

Naked Yoga

E il tessitore disse: Parlaci dei vestiti.
Ed egli rispose:
I vostri vestiti celano molto della vostra bellezza, eppure essi non nascondono il non-bello.
E sebbene cerchiate negli indumenti la libertà della riservatezza, voi potete trovare in essi una briglia e una catena.
Vorrei che poteste incontrare il sole e il vento con più della vostra pelle e meno del vostro abbigliamento.
Poiché l’alito della vita è nella luce del sole e la mano della vita è nel vento.
Alcuni di voi dicono: «È il vento del nord che ha tessuto gli abiti che indossiamo».
E io dico: Sì, fu il vento del nord.
Ma la vergogna fu il suo telaio, e il rammollimento dei tendini fu il suo filo.
E quando la sua opera fu compiuta, egli rise nella foresta.
Non dimenticate che il pudore sta per scudo contro l’occhio degli impuri.
E quando gli impuri non ci saranno più, cosa sarà il pudore, se non pastoia e inganno della mente?
E non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli.

Khalil Gibran (1883–1931), On Clothes, in The Prophet, 1923.

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E se mi viene un’erezione?

Ragazzo nel bosco

Uomini e donne non hanno le stesse preoccupazioni, quando si apprestano a vivere la loro prima esperienza nudista alla presenza di altre persone. Le donne pensano che sia più facile per gli uomini. Gli uomini pensano che sia più facile per le donne.

La più diffusa preoccupazione dei maschietti è quella di sperimentare un’imbarazzante erezione. Condizione provocata dalla vista di tanti corpi nudi intorno a sé e attesa con timore per l’impossibilità di nasconderla, stante la propria nudità. Su questo tema si è detto e scritto molto. Paradossalmente, se quasi tutti gli uomini hanno vissuto quest’apprensione – in maniera più o meno intensa – al pensiero di spogliarsi per la prima volta in un contesto nudista, quasi nessuno ha poi dovuto concretamente affrontare un problema di questo tipo. Una volta che ci si è spogliati, infatti, bastano normalmente pochi minuti perché l’ombra delle ultime paure venga definitivamente spazzata via dalla sensazione di “normalità della nudità”, che si percepisce chiaramente vivendo l’esperienza nudista.

Il punto è questo: malgrado l’educazione ci abbia convinto che la nudità sia eccitante in quanto collegata a filo doppio con il sesso, in realtà questo collegamento non esiste. E nel momento stesso in cui l’esperienza dimostra l’assenza del legame fra nudità e sesso, ecco che avere un’erezione in un contesto di nudità non sessuale è molto più improbabile di quanto possa credere chi tale esperienza non l’ha ancora fatta.

La questione è in effetti molto semplice. Contrariamente a quanto si può credere, un corpo nudo, di per sé, non è eccitante: sono l’atteggiamento, il comportamento, la fantasia che lo rendono tale. Ma l’atteggiamento, il comportamento, la fantasia possono rendere egualmente eccitante anche un corpo vestito! Anzi, la fantasia risulta ancora più potente nell’accendere il fuoco dell’eccitazione proprio quando il corpo risulta in parte coperto dai vestiti, perché maggiore è lo spazio che in tal caso l’immaginazione ha a sua disposizione per evocare nella mente pensieri e sensazioni ad alta carica erotica.

Ragazza in bikini

Vediamo di rendere evidente questo concetto con un banale esempio. Penso che tutti possano ammettere che, al giorno d’oggi, una giovane donna che indossa un normale bikini e che fa una normale passeggiata sulla spiaggia non suscita particolari problemi di eccitazione (se questo non fosse vero, se ne dovrebbe concludere che tutti i maschi eterosessuali presenti su qualunque spiaggia sono costantemente in erezione…). Ma se prendiamo quella stessa donna con lo stesso bikini e la mettiamo – ad esempio – stesa su un letto in una posa provocante e con uno sguardo allusivo, probabilmente otteniamo qualche reazione nei maschietti che la vedono, malgrado la donna non si sia denudata più di quanto fosse prima. O meglio: proprio perché c’è ancora il bikini, la situazione risulta ancora più stuzzicante, giacché l’osservatore è portato a “spogliare con gli occhi” la donna e a creare con l’immaginazione tutto quel che ne consegue.

Ciò che importa evidenziare è che, se la donna e il suo bikini sono gli stessi, sono il contesto e l’atteggiamento che sono cambiati e che hanno dato lo spunto allo scatenarsi della fantasia. Sia bene inteso: se uno vuole, può far partire la fantasia per la sua strada anche vedendo la donna in bikini sulla spiaggia, ma qui risulta più difficile che il pensiero sfugga spontaneo e incontrollato, in quanto la situazione in sé viene comunque percepita come “normale” e priva di contenuto erotico (probabilmente il discorso era diverso qualche decennio fa, quando il bikini era considerato un’offesa al pudore; a dimostrazione della rapida evoluzione dei costumi).

Un discorso analogo si può fare nel caso di una donna completamente nuda. In un contesto nudista, privo di allusioni o stimoli sessuali, la sua nudità non risulta più eccitante di quanto sia il suo corpo coperto da pochi centimetri quadrati di bikini, che di fatto nascondono ben poco. Qualcuno potrebbe obiettare che la nudità completa è già di per sé un potente stimolo erotico. Ma questa obiezione non regge alla prova dei fatti. Ciò che può suscitare eccitazione non è la nudità in sé, bensì la curiosità di vedere la nudità. Tuttavia, nel momento in cui questa curiosità viene appagata del tutto e non ha più ostacoli che possano risvegliarla, essa si affievolisce naturalmente e poi si spegne, smettendo quindi di costituire una fonte di eccitazione. Praticando il nudismo, si vedono i corpi nudi, ma non li si guardano. La nudità diventa una cosa normale. E la normalità non eccita.

Vignetta naturista

E se, nonostante tutto, l’erezione tanto temuta arriva? Può capitare soprattutto a quei principianti che pensano con ansia eccessiva all’idea di denudarsi: è appunto quest’ansia, non l’eccitazione sessuale che provoca l’erezione in questi casi. Che fare? Stare tranquilli, dissimulare, cercare di distrarsi e aspettare che passi. Praticamente le stesse cose che si fanno se capita un’erezione quando si indossa il costume da bagno, il quale non è certo capace di nasconderla… Se non si va in giro ad esibirla, un’erezione è una cosa naturale, non certo la fine del mondo!

Su questo argomento, invito infine a leggere l’ottimo post Perché il nudismo non eccita sessualmente, pubblicato su Mondo Nudo.

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Il sole è nudo

Il sole è nudo

È giunta alla pubblicazione un’antologia di «opere che mettono a nudo la pratica del nudismo». Autori nudisti e non nudisti si sono cimentati nella realizzazione di questo libro, promosso dal sito BraviAutori.it su iniziativa di Angelo Manarola.

Il sole è nudo non intende schierarsi pro o contro la pratica nudista, ma semplicemente raccogliere una serie di testimonianze sul nudismo, provenienti da persone con diverse esperienze. Una lettura sicuramente interessante per tutti.

«Man mano che leggerete questo libro, siamo certi che vi convincerete di una cosa: un nudista non è un extraterrestre e neppure un individuo dalla dubbia moralità; è una persona come tante, con i propri pregi e difetti; potrebbe essere un vostro congiunto, oppure il farmacista fidato che consiglia un farmaco, o persino quel simpatico vecchietto che sorride affabile ogni volta che v’incontrate. Non spaventatevi di loro: a memoria d’uomo, nessuno di essi ha mai sbranato qualcuno» (dalla prefazione del libro).

È possibile leggere alcune pagine del libro cliccando qui, mentre per maggiori informazioni e per l’acquisto del libro in formato digitale o cartaceo, è disponibile questa pagina sul sito BraviAutori.it.

Complimenti a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa bella iniziativa editoriale.

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Nudisti: la maggioranza perseguitata

Un gruppo di nudisti

Ecco la traduzione di un articolo di Jillian Page, apparso di recente sul suo blog e sul sito internet della Montreal Gazette. Lo trovo interessante come spunto per una riflessione.


Dite alla persona media che i nudonaturisti subiscono più discriminazioni di chiunque altro al mondo, e probabilmente vi sorriderà prima di darvi una qualche risposta. Non intende essere offensiva, ma sta semplicemente pensando che la nudità fuori dalla sauna o dalla doccia sia una specie di barzelletta.

Questi pensieri mi sono venuti in mente questa mattina, mentre leggevo un articolo su un sito chiamato The Hinckley Times. Il titolo: A Lighter Look At Life: Stripped bare… the naked truth about naturism.

Sui miei blog scrivo spesso a proposito della discriminazione delle persone omosessuali. In effetti, un sacco di persone sono impegnate nella causa dei diritti degli omosessuali. La consapevolezza sta crescendo, la parità sta venendo raggiunta.

Ma mentre gli omosessuali stanno abbattendo gli stereotipi degli orientamenti sessuali e stanno guadagnando l’accettazione nella società, i nudonaturisti sono ancora rinchiusi in aree segregate – che non sono neppure tante, in verità. Il fatto che siamo tutti naturalmente nudi (perché non c’è nulla di naturale nel coprirsi di tessuti) è irrilevante. Camminate nudi lungo la via principale e sarete subito arrestati, avvolti in una coperta e trascinati in gattabuia.

Questa scena vi fa sorridere?

Bene, i nudonaturisti non pensano che sia divertente. Sentono che i loro diritti naturali vengono violati. Non sono contrari al fatto che voi siate vestiti: vogliono soltanto essere in grado di avere maggiori opportunità e luoghi per stare nudi. E credetemi: una volta che avrete trascorso un pomeriggio nudi sulla spiaggia, non vorrete mai più indossare un costume da bagno! La nudità dà una sensazione di tale libertà, è il modo con cui siamo stati disegnati dal Grande Creatore Cosmico. Ammettetelo: siete nudi. Siete nati nudisti. Non potete negarlo. Potete coprire il vostro corpo nudo quanto volete, ma siete ancora nudi.

Forse adesso non state più sorridendo. Forse capite un po’ meglio. E forse pensate ancora che la generale accettazione del nudismo sia una causa persa.

Beh, sembra proprio una causa persa, vero? Oggettivamente parlando, intendo.

Ma così è stato anche per la promozione della parità di diritti per gli omosessuali. In effetti tale parità sembra ancora una causa persa in paesi come l’Uganda. Ma tutti sappiamo che non è una causa persa, nonostante le battute d’arresto.

Il fatto è che gli omosessuali sono una minoranza su questo pianeta. I nudisti no. Ci sono otto miliardi di persone nude su questo pianeta, costrette a coprirsi con i vestiti. Otto miliardi di persone i cui diritti naturali vengono violati – anche se hanno dimenticato di essere nate libere dalle pastoie dei vestiti.

In realtà, ad essere violato è il VOSTRO diritto di essere quel che siete naturalmente.

C’è di che pensare…

Tenetelo a mente, se quest’estate incrocerete qualche nudonaturista che si gode i grandi spazi aperti nel suo stato naturale.

Tradotto da Nudism/Naturism: The Persecuted Majority.
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Come diventare nudista

Molte persone non praticano il nudismo, trattenute da una serie più o meno lunga di paure. Sarebbe sufficiente superare questi timori e prendere il coraggio di provare la bellezza di stare nudi, per diventare ben presto degli appassionati. Ognuno deve fare il suo personale percorso di avvicinamento al nudismo, che può essere più o meno lungo. Quel che è certo è che, una volta provato il piacere di stare nudi, è praticamente impossibile rinunciarvi. Provare per credere!

Se anche tu, caro lettore, sei uno di coloro che non hanno mai pensato di praticare il nudismo o che, pur avendoci pensato, non hanno mai compiuto alcun passo concreto, ecco qui alcuni semplici consigli dedicati a te.


A) Comprendi che cosa è il nudismo

Camminando nell'erba

1) Riconosci che la nudità è naturale. Siamo nati nudi e questo è il nostro stato naturale. Gli abiti ci proteggono dal freddo e spesso è necessario indossarli quando andiamo in giro, ma ciò non vuol dire che dobbiamo essere vestiti sempre! Bisogna lasciare spazio al nostro stato naturale, e non solo quando siamo costretti a spogliarci, ad esempio per lavarci. È il nostro stesso corpo che ci chiede maggiore libertà: è sufficiente accontentarlo per avvertire subito il piacere e il beneficio che esso trae dalla nudità!

2) Conosci lo scopo del nudismo. Il nudismo è ben più che il semplice fatto di essere nudi: è un modo per essere più vicini alla natura. Quando sei nel tuo stato naturale, non ci sono barriere fra te e il mondo esterno. Sai quanta gioia riesce a darci lo stare nudi quando ci si rilassa sulla spiaggia o sotto un albero, o quando si nuota in un lago, o quando si fa una camminata in mezzo alla natura? I nudisti sono quelle persone che hanno provato tale gioia e che vogliono approfittare di ogni occasione per poterla provare ancora.

3) Impara che la nudità non è sempre una questione sessuale. Sì, il sesso lo si fa stando nudi (per lo più), ma ciò non vuol dire che stare nudi equivalga a fare sesso. Vestiti provocanti, semitrasparenti o allusivi sono molto più eccitanti della completa nudità, poiché stuzzicano l’immaginazione. Se hai paura che diventare nudista significhi dichiararsi disponibile alla trasgressione sessuale, sappi che l’assoluta maggioranza di nudisti vuole solo sentirsi libera e non ha alcun intento lascivo. Molti nudisti sono persone modeste e riservate, prive della sia pur minima idea di esibizionismo.


B) Pratica il nudismo in casa

Pulizie casalinghe

1) Dormi nudo. Non solo senza pigiama, ma anche senza biancheria intima: completamente nudo. Se ti è difficile farlo tutto d’un tratto, procedi per gradi: togli un indumento alla volta e, quando ti sei abituato a dormire senza, levane un altro. Forse dapprincipio ti sembrerà una sensazione insolita, ma scoprirai presto quanto lo stare nudi aiuti a rilassarsi e migliori la qualità del sonno (su questo tema trovi una simpatica testimonianza qui)

2) Stai nudo in casa ogni volta che puoi. Le mura domestiche ti daranno la sicurezza e la tranquillità necessarie per superare il timore di essere visto nudo da qualcuno (ricorda solo di chiudere le tende, se del caso). Magari approfitta di una doccia o di un bagno per non rivestirti subito e per goderti la libertà del corpo nudo. Cerca di comportarti come se fossi vestito: leggi un buon libro, ascolta musica, sbriga qualche faccenda domestica, prepara e consuma la cena. All’inizio fare tutte queste cose rimanendo nudo ti sembrerà un po’ strano, ma questa “stranezza” è tutta da gustare: è la sensazione della libertà che dà sapore alle piccole cose quotidiane!

3) Parla del nudismo con il tuo partner. Stare nudo con il tuo partner senza intenti sessuali porta la vostra intimità ad un livello superiore. Quello del nudismo potrebbe essere uno stile di vita che potete esplorare insieme. Se il tuo partner non appare interessato o – peggio – si dimostra contrario, chiedigli/le di considerare il nudismo in modo pacato e senza pregiudizi e invitalo/la a conoscerlo meglio prima di esprimere un rifiuto.


C) Vivi la bellezza del nudismo

Coppia nudista al mare

1) Stai nudo all’aperto. Quando ti senti a tuo agio a stare nudo in casa, è il momento di provare la nudità all’aperto. Se puoi, scegli una spiaggia o un’area dove il nudismo è ufficialmente autorizzato o quanto meno tollerato per lunga tradizione (informati bene al riguardo). In alternativa, puoi anche optare per un posto particolarmente tranquillo e isolato, come ad esempio una radura nel bosco lontana dai sentieri, una remota caletta protetta dagli scogli, un prato fuori mano in aperta campagna. Sentire i raggi del sole e l’alito del vento accarezzare la pelle del tuo corpo nelle parti che solitamente sono coperte dai vestiti sarà un’esperienza fantastica. E non vedrai l’ora di ripeterla.

2) Fai una vacanza nudista. Regalati una vacanza in una struttura naturista, dove poter trascorrere un periodo di relax in completa nudità per 24 ore al giorno. Al mare, in montagna, in campagna: nei Paesi europei dove il nudismo è visto con favore sono centinaia le possibili destinazioni fra le quali scegliere. In una struttura naturista – ossia in un ambiente dove la nudità è l’assoluta normalità – potrai fare l’esperienza della nudità in comune con altre persone. Non lasciarti ostacolare da sentimenti di inadeguatezza: quando sei in compagnia di altri nudisti, capisci subito che nessuno fa attenzione al proprio corpo e tanto meno al tuo. Nessuno ha un corpo bello o brutto, giusto o sbagliato: ognuno è semplicemente diverso. Nudismo significa anche saper accettare gli altri e se stessi!

3) Conosci altri nudisti. Contattando i responsabili di un’associazione naturista o frequentando uno dei forum dedicati all’argomento, troverai tante altre persone accomunate dalla passione per il nudismo, potrai dare voce ai tuoi dubbi e chiedere consigli e scoprirai come vivere nuove esperienze nudiste (una serata in piscina, un’escursione in montagna, una festa campestre, etc.). E magari sentirai il desiderio di promuovere la diffusione del nudismo e vorrai impegnarti in tal senso. Benvenuto nel mondo nudista!

Liberamente ispirato a How to become a nudist pubblicato su WikiHow.
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Nudità: un piccolo test psicologico

Naked Hiking

State facendo una bella escursione solitaria in montagna. Il cielo terso, l’aria pura, i caldi raggi del sole, le maestose vette alpine: tutto contribuisce a creare una magia che vi fa sentire in pace con voi stessi e con il mondo. All’improvviso scorgete un altro escursionista che sta venendo nella vostra direzione sullo stesso sentiero che state percorrendo voi: aguzzando la vista, notate che – a parte zaino, scarpe e cappello – è completamente nudo! Cosa fate?

  1. Inveite da lontano contro il nudista, brandendo minacciosamente una delle vostre racchette da trekking e intimandogli di rivestirsi subito. Naturalmente vi ripromettete di chiamare appena possibile le autorità per sporgere una denuncia, giacché ritenete assolutamente inammissibile un simile comportamento, anche se quell’escursionista si trova in un luogo tanto isolato in montagna.
  1. Fate come don Abbondio alla vista dei bravi: vi infilate due dita nel colletto e, fingendo di accomodarlo, cercate di vedere con la coda dell’occhio se per caso sta arrivando qualcun altro (vestito) che possa darvi sostegno in quell’imbarazzante situazione. Poiché le vostre speranze restano deluse, cercate di farvi piccolo e incrociate il nudista volgendo lo sguardo altrove e senza quasi salutarlo, a parte un breve e incomprensibile mugugno.
  1. Riflettete che il mondo è bello perché è vario e che, dopo tutto, uno può fare un’escursione in montagna come gli pare e piace, anche completamente nudo, purché non siate obbligati a fare altrettanto. E visto che il nudista non dimostra affatto di volervi costringere a spogliare, gli andate incontro rivolgendogli uno sguardo di divertita simpatia, lo salutate cordialmente e proseguite nel vostro cammino.
  1. Pensate che quell’uomo ha avuto proprio una bella idea e che dev’essere una sensazione affascinante stare a contatto diretto con la natura in quel posto così suggestivo in mezzo alle montagne: perciò vi fermate a parlare con lui e gli chiedete informazioni sul nudonaturismo.

Bene, prendete nota di quale di queste 4 risposte si attaglia maggiormente a quello che fareste voi nella situazione sopra delineata e vedete qui sotto una breve descrizione del relativo “profilo psicologico”.

Dolomiti

Risposta A – Il gimnofobo intransigente.

Clip arrabbiatoDal greco gymnós = nudo e phóbos = paura, la gimnofobia consiste nel provare ingiustificatamente paura o ansietà nel vedere persone nude. Se la vostra reazione è simile a quella descritta al punto A, non è da escludere che siate affetti da una qualche forma di gimnofobia. Se è una forma grave, forse è il caso di consultare uno specialista. Se è una forma lieve, o se la vostra è semplicemente una reazione dettata dall’intolleranza o dalla volontà di condannare l’esibizionismo, probabilmente riuscirete a ricredervi e a vedere la situazione sotto una diversa luce, informandovi correttamente su cos’è davvero il nudismo.

Naked HikingDovete sapere, infatti, che nudismo non è sinonimo di esibizionismo. Ossia: è vero che ci sono persone che si fanno vedere nude per suscitare negli altri sorpresa, scandalo o indignazione, ma è anche vero che i nudisti – per la stragrande maggioranza – non sono per nulla esibizionisti. Il loro piacere non consiste affatto nel sapere che altri li vedono nudi, ma semplicemente nell’essere a contatto diretto con la natura attraverso tutto il loro corpo.

Se non siete convinti, prima di chiamare l’elicottero dei carabinieri o i forestali a cavallo per fare arrestare quell’escursionista impudente, contate fino a dieci e riflettete: se quel tizio fosse un esibizionista, ovvero provasse piacere a farsi vedere nudo dagli altri, perché mai farebbe un’escursione in un posto tanto sperduto, raggiunto con non poca fatica e impegno fisico, dove ha scarse possibilità che altri vedano la sua nudità?

Risposta B – Il timoroso diffidente.

Clip sorpresoNon avete una vera e propria fobia nei confronti della nudità, ma provate un certo disagio nel vedere quell’uomo nudo che cammina in montagna. Perché? Probabilmente perché siete convinti che stare nudi non possa essere una condizione fine a se stessa: senza dubbio – pensate – quel tizio se ne sta nudo perché è un maniaco sessuale, dedito a chissà quali porcherie; magari, adesso che gli passo accanto, mi fa qualche proposta sconcia o mi mette addirittura le mani addosso!

Naked HikingQueste idee hanno il loro fondamento nel preconcetto che la nudità sia funzionale esclusivamente al compimento dell’attività sessuale. Secondo tale pregiudizio, dunque, se uno si spoglia mentre sta camminando in montagna, o è un pazzo o è un pervertito.

Ma se per un istante provate a cambiare prospettiva, a pensare che si può stare nudi per il solo piacere di essere a contatto con la natura e di esaltare grazie alla nudità quella sensazione di pace e di benessere che si prova facendo un’escursione in un ambiente naturale suggestivo, ebbene, se considerate questo, ne potete concludere che quell’escursionista non è un mostro, ma un uomo normale, che ha semplicemente scoperto il piacere della nudità e lo vuole vivere ogni volta che può. La prossima volta che lo incontrate, dunque, provate a salutarlo e scambiarci qualche parola: scoprirete che non sono i vestiti che ci rendono esseri umani.

Risposta C – Il liberale tollerante.

Clip compliceIl vostro atteggiamento rivela che considerate il nudismo senza particolari pregiudizi, in una maniera matura e improntata alla tolleranza: finché la pratica del nudismo da parte di altri non lede la vostra libertà di non praticarlo, allora siete giustamente disposti a considerarlo quanto meno ammissibile.

Naked HikingMagari tutti condividessero un tale concetto di tolleranza! Il guaio è che molte persone ne hanno un’idea ben diversa: la libertà del nudista di mettersi nudo deve cedere di fronte alla libertà degli altri di non rischiare di vederlo. C’è forse bisogno di addurre argomenti per dimostrare l’assurdità di quest’idea? Questa è proprio una tolleranza… “a senso unico”! Con questa tolleranza fasulla, si arriverebbe al paradosso di vietare all’appassionato nudista di fare un’escursione nudo, sol perché c’è il rischio che qualcuno possa vederlo, anche soltanto di sfuggita e da lontano. Insomma, un sacrificio totale della libertà del nudista, a fronte dell’eventualità di una minima “offesa” all’altrui pudore. Senza contare che quell’escursionista è probabilmente pronto a coprirsi per un attimo le “pudenda”, qualora altre persone che incontra gli manifestino civilmente che la sua nudità è per loro fonte di insostenibile disagio: questo – se vogliamo parlare di vera tolleranza – è proprio il massimo che sarebbe ragionevole chiedergli.

Voi, che avete scelto la risposta C, condividete senz’altro queste considerazioni. La sola cosa che dovreste fare, prima di respingere radicalmente l’idea di denudarvi pure voi, è di fare almeno una prova delle sensazioni suscitate dalla nudità in mezzo alla natura. Altrimenti rischiate di fare come colui che, per partito preso, non assaggia una nuova pietanza neppure con la punta della forchetta, sostenendo che comunque non gli piace. Con ciò perdendo a priori l’opportunità di assaporare quella che potrebbe essere una delizia per il suo palato.

Risposta D – Il nudista inconsapevole.

Clip allegroMolto probabilmente siete un nudista, ma ancora non lo sapete. Dovete soltanto prendere il coraggio di provare. Scoprirete un mondo di sensazioni straordinarie che vi darà tanta gioia e un solo, grande rammarico: quello di non averlo conosciuto prima!

Orgogliosamente Nudi 2014E se vi piace l’escursionismo in montagna, un’ottima opportunità per avvicinarsi al nudonaturismo può essere, ad esempio, quella offerta dalla partecipazione ad uno degli eventi promossi nei prossimi mesi dal blog Mondo Nudo: una serie di escursioni, diverse  per grado di difficoltà, ma tutte in posti bellissimi, durante le quali – ove possibile – la nudità è una facoltà dei partecipanti. Facoltà, non obbligo: se non vorrete spogliarvi, siete comunque liberi di partecipare e di cogliere l’occasione per conoscere la filosofia dell’escursionismo nudista. Ma scommettiamo che non vorrete restare con i vestiti addosso sino alla fine dell’escursione?! 🙂

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