La natura era nuda, e lo ero anch’io

La natura era nuda, e lo ero anch'io

La natura era nuda, e lo ero anch’io. Era tranquilla, riposante, gradevole: invitava alla meditazione. Forse l’intimo, mai perduto rapporto che abbiamo con la terra, la luce, l’aria, gli alberi, non si realizza soltanto attraverso gli occhi e la mente, ma attraverso l’intero corpo fisico. Perciò non voglio che quest’ultimo sia accecato o fasciato più di quanto lo siano gli occhi.

Dolce, sana, quieta nudità nella natura! Ah, se i poveri, malati, lascivi uomini delle città potessero davvero conoscerti di nuovo! È dunque la nudità indecente? No, non per sé. Sono i loro pensieri, le loro sofisticherie, la loro paura, la loro rispettabilità, che sono indecenti. Ci sono situazioni nelle quali questi nostri vestiti non solo sono troppo fastidiosi da indossare, sono essi stessi indecenti. Forse coloro che non hanno mai provato l’estasi tonificante della nudità nella natura (e quante migliaia sono!) non conoscono davvero cosa sia la purezza, né cosa sia in realtà la fede o l’arte o la salute.

Probabilmente i livelli eccellenti nel campo della filosofia, della bellezza, dell’eroismo e della forma, che sono stati dimostrati dall’antico popolo greco – il quale ha raggiunto in questi ambiti la massima altezza e la massima profondità – sono derivati dall’idea naturale e religiosa che esso aveva della nudità.

Walt Whitman (1819–1892), A Sun-Bath—Nakedness, in Prose Works, 1892.

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Il piacere di essere nudi

Nudi sulla spiaggia - Da www.photos-naturistes.fr

Il piacere di stare nudi sulla spiaggia

Quando siete nudi sotto la doccia o nella vasca da bagno, quali emozioni provate? Vi lavate soltanto perché dovete farlo, meccanicamente, pensando a ciò che dovrete fare l’indomani? Oppure amate rilassarvi, assaporando la sensazione dell’acqua, del sapone e della vostra mano sul corpo?

La sera, quando arriva l’ora di andare a letto, togliendoci i vestiti sentiamo chiaramente che ci leviamo di dosso una serie di impacci: slip elastici, reggiseni e calze, cinture, etc. Ma spesso lo facciamo in maniera meccanica. Bisognerebbe fermare la nostra attenzione su queste piccole sensazioni quotidiane di benessere, anche se fuggevoli. Farlo ci permette di apprezzarle appieno e di sviluppare la nostra capacità di trarne piacere.

Chi non si è trovato più a suo agio, dopo essersi tolto la maglietta quando fa molto caldo? Chi non ha assaggiato il piacere di farsi accarezzare la pelle nuda dai raggi del sole? Moltissime persone scelgono di andare in vacanza al mare, per godersi il sole, l’acqua e l’aria sulla spiaggia. È innegabile che spogliarci ci procura un meraviglioso senso di benessere e di libertà. La pelle e il corpo stanno bene a contatto con gli elementi della natura, con la luce, l’aria, l’acqua, la sabbia, la terra…

Allora perché non godere di questo piacere e di questa libertà con tutto il corpo? D’altronde, i costumi da bagno diventano sempre più minuscoli. Perché mai si vuole assolutamente tenere addosso questi pochi centimetri quadrati di stoffa, che lasciano indovinare tutto?

Coloro che hanno fatto l’esperienza di nuotare nudi in un lago o nel mare sanno quanto sia diversa la sensazione rispetto a quella che si prova nuotando con un costume da bagno, anche se piccolo. Dunque perché praticare il nudismo? Semplicemente perché è molto piacevole. Sembra una banalità, ma ogni spiegazione conta meno dell’esperienza. È solo prendendo il coraggio di provare che ci si può rendere conto quanto benessere si prova stando completamente nudi (quando il tempo e la temperatura lo consentono).

Liberamente ispirato alla pubblicazione Se mettre à Nu di Alain Boudet.
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Come la pensa il giudice sul nudismo

Pollaiolo, La Giustizia

Vorrei iniziare i miei articoli su questo blog, riportando alcuni passaggi della motivazione della recente sentenza pronunciata dal Giudice di Pace di Ravenna, con la quale un uomo sorpreso a prendere il sole completamente nudo sulla spiaggia è stato assolto dall’accusa di reato di cui all’art. 726 del codice penale (Atti contrari alla pubblica decenza) perché «il fatto non sussiste».

Dopo essersi posto la domanda se lo stare nudi, di per sé, costituisca un atto contrario alla pubblica decenza, il Giudice arriva ad escluderlo, ritenendo che la società sia ormai matura abbastanza per poter accettare la nudità e che pertanto il nudismo sia una pratica «inoffensiva» anche se svolta in un luogo pubblico.

Occorre valutare se, nella situazione delineata, il nudismo integrale rappresenti o meno un atto contrario alla pubblica decenza, intesa, quest’ultima, come quel complesso di regole minime di convenienza e di decoro che conformano la convivenza sociale in un certo momento storico, la violazione delle quali susciti nella generalità fastidio o repulsione.

E’ fuori di dubbio che il bene immateriale tutelato dalla norma (al pari di altro analogo quale il pudore di cui agli artt. 527 e 529 c.p.) è destinato a seguire l’evoluzione culturale e del costume della compagine sociale e, dunque, a mutare nel tempo. Nella valutazione di tale mutamento non si può prescindere dalla constatazione che, in particolar modo nel momento storico attuale, un elemento che concorre a delineare il livello del comune sentimento di decenza è rappresentato dalle condizioni ambientali in relazione alle quali può essere attinto. […]

L’osservazione diretta dell’attuale realtà sociale dimostra che ad una sempre più rapida modificazione dei costumi, di cui è possibile prendere atto anche solo notando la dilagante esposizione (spesso con un esplicito richiamo erotico) del nudo – nelle rappresentazioni cinematografiche o televisive, nelle riviste e nei periodici a larga diffusione – si accompagna una generalizzata sensibilità nei confronti di fenomeni innovativi del costume sociale in senso liberale.

Prevale, cioè, anche di fronte ad atteggiamenti non condivisi dall’uomo medio, il rispetto dell’altrui libertà e, dunque, la tolleranza anche verso forme di estrinsecazione della personalità inconcepibili fino a non molto tempo fa. Questa generalizzata patente di liceità che la collettività riconosce a tutto ciò che, anche se talora addirittura giudicato come disvalore, non lede i diritti altrui, è un dato di fatto del quale, nella misura in cui contribuisce a formare la coscienza collettiva ed il costume, non può non tenersi conto, indipendentemente da ogni giudizio morale. Infatti, non è compito del giudice valutare se il mutamento del costume rappresenti una evoluzione o una involuzione del costume, dovendo egli limitarsi, alla stregua del dettato normativo, a registrare in che misura un certo comportamento che riguarda la sfera della decenza sia accettato dalla collettività.

Ritiene questo Giudice che per le argomentazioni ora svolte, in particolare per quella generalizzata e crescente tolleranza nella realtà sociale verso la “diversità” purché non imposta indiscriminatamente e non lesiva dell’altrui libertà, si debba concludere che il sentimento medio della collettività, che dimostra di tollerare ben altro genere di aggressioni alla sfera del decoro e del pudore ad opera dei mezzi di comunicazione, non sia affatto leso dalla pratica del nudismo nelle condizioni e con le modalità sopra descritte e che caratterizzano il caso di specie. Condizioni e modalità che fanno perdere al nudismo integrale l’idoneità lesiva del sentimento di decoro e di costumatezza proprio della maggioranza dei consociati e lo rendono, sotto questo profilo, inoffensivo, anche se svolto in un luogo pubblico quale è la spiaggia.

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Perché un blog sul nudismo?

Essere Nudo

In Italia il nudismo fa fatica ad essere accettato. Eppure, stando alle statistiche, le associazioni e i forum dedicati a questo tema contano migliaia di iscritti. E decine, forse centinaia di migliaia di turisti italiani lasciano ogni anno il Belpaese per recarsi all’estero – in Croazia, in Francia, in Spagna – dove stare nudi su una spiaggia non è fonte di problemi. In Italia i luoghi dove il nudismo è “tollerato” sono davvero pochi. Troppo pochi. E anche in questi luoghi i nudisti non possono stare del tutto tranquilli: c’è sempre il rischio che qualcuno faccia partire una denuncia.

Appaiono però nella società alcuni indizi che infondono la speranza che i tempi siano ormai maturi per l’accettazione del nudismo. Secondo un sondaggio, l’80% degli Italiani non è in linea di principio contrario al nudismo. Una recente indagine condotta da TripAdvisor indica che il 55% degli Europei sarebbe disposto a denudarsi completamente su una spiaggia nudista.

Purtroppo l’equazione nudità = sesso è ancora oggi un pregiudizio molto radicato. Tuttavia, come molti pregiudizi, è del tutto infondato. Ecco, questo blog intende dare un piccolo contributo affinché tale pregiudizio venga sfatato! Con l’auspicio che anche in Italia il nudismo sia accettato come un normale modo di vivere la natura e possa succedere quello che accade normalmente in Germania o in Spagna: nudi si può prendere il sole su una spiaggia, nudi ci si può rilassare in un parco cittadino, nudi si può fare un’escursione in montagna.

È così strano?

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