Per ridere un po’

Nudo in giardino

Una donna telefona scandalizzata alla polizia: «Presto, venite: i miei vicini di casa se ne stanno tutti nudi in giardino. È una vera indecenza!»

Ben presto arriva sul posto una pattuglia. La donna conduce gli agenti nel proprio cortile, affinché colgano gli improvvidi nudisti in flagranza.

«Ma, signora», osserva dopo un po’ uno dei poliziotti, «c’è un alto muro fra il suo cortile e il giardino dei suoi vicini: non mi pare proprio di riuscire a vedere persone nude…»

Al che la donna replica pronta: «Per vederle, è sufficiente che vi arrampichiate in cima a quell’albero laggiù!…»


Morale: i semplici nudisti sono innocenti, colpevoli sono gli ipocriti voyeur…

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Perché denudarsi davanti agli altri?

Sydney Skinny

Il Sydney Skinny Ocean Swim è un evento particolare: migliaia di persone si denudano completamente per una nuotata collettiva non competitiva nell’oceano. Si tiene ogni anno sulla splendida Cobblers Beach presso Sydney, in Australia. Per chi avesse intenzione di fare un viaggio sin laggiù, il prossimo appuntamento è previsto per domenica 1° marzo 2015.

All’evento dell’anno scorso ha partecipato anche Taryn Brumfitt, scrittrice, giornalista e fondatrice del Body Image Movement. Ecco il suo racconto e le sue considerazioni.


Quella domenica mattina mi svegliai con un leggero senso di disagio, giacché la sera precedente ero stata a una festa e avevo esagerato un po’ troppo con il curry e il dolce al cioccolato. Per la miseria, Taryn – mi dicevo – non avresti dovuto limitarti con il cibo, prima di prendere parte a una nuotata nuda?

Arrivai presto a Cobblers Cove, piena di aspettativa, eccitazione e nervosismo. Togliermi i vestiti alla presenza di estranei era qualcosa che non avevo mai fatto. Camminavo in giro, salutando le persone con un sorriso e una certa aria di sicurezza che poteva farmi passare per un’esperta nel campo del nudismo. Sapevo però che non era così.

Sydney Skinny

Quando arrivai sulla spiaggia, la prima cosa che notai fu un pene. Sì, il pene di un uomo, e non era quello di mio marito. Poi ne vidi un altro, e un altro. E un altro. Nel giro di pochi minuti, un pene era solo un pene, una vagina era solo una vagina. E tutti eravamo soltanto esseri umani. Niente di più, niente di meno. Non c’era nulla di scandaloso, nulla di sporco o disgustoso, nulla di cui stupirsi.

Entrai in acqua e avvertii immediatamente un senso di rilassamento, di piacere e di libertà. La sensazione dell’acqua sulla mia pelle, mentre vi scivolavo dentro, era deliziosa. La scarica di endorfine, provocata dall’essere nuda e fare qualcosa che non avevo mai fatto prima, era fantastica. Questa era la vita, e io la stavo vivendo. Mi sentivo terribilmente euforica e felice.

E non ero la sola. Sentivo altre persone strillare di gioia ed esclamare: “Non voglio mai più nuotare con addosso qualcosa!”

A un certo punto, sulla spiaggia, notai una donna senza un seno. Ed ecco un’altra donna con una sola mammella uscire tranquillamente dall’acqua. Allora vidi due perfette sconosciute, nude, abbracciarsi con gioiosa semplicità. Non c’erano parole: solo uno sguardo, un sorriso e infine un abbraccio. Avevo le lacrime agli occhi e un groppo di commozione alla gola. Era la forma più pura di legame umano, gentilezza, coraggio e amore; e si stava manifestando davanti ai miei occhi.

Sydney Skinny

Una delle due donne mi spiegò poi quanto difficile fosse stato per lei decidere di partecipare alla nuotata, dovendo denudarsi davanti agli altri e affrontare la paura. Ma al momento di uscire dall’acqua, al termine della nuotata, nei suoi occhi scintillanti non c’era altro che orgoglio e felicità. Quando le chiesi se l’avrebbe fatto di nuovo, la risposta fu un sonoro “SÌ”.

Nel corso di una sola giornata la mia vita è cambiata per sempre. Sono diventata un essere umano migliore, ho provato una gioia tale da non essere in grado di esprimerla. Non mi sono sposata, non ho salvato la vita di qualcuno e non ho neppure soccorso un animale ferito: mi sono semplicemente denudata e ho nuotato nell’oceano insieme a un migliaio di estranei.

Fra tutte le persone che c’erano quel giorno, non ho sentito nessuno esprimere giudizi su qualcun altro. E non ho sentito nessuno lamentarsi per le smagliature, la cellulite o la pancetta. Le persone erano solo persone: non c’erano barriere, discriminazioni o pregiudizi. Tutti erano gentili con se stessi e con gli altri.

Se volete sentirvi a vostro agio nel corpo in cui vi trovate, forse è tempo di fare il tuffo della vostra vita. Tutto ciò che vi serve è un briciolo di fiducia, un pizzico di coraggio e la vostra bella, pura, autentica, nuda pelle.

Libera traduzione da The best reason to get naked in front of a thousand people!

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I vestiti sottraggono al corpo la sua naturale bellezza

Nudo è naturale

Qual è lo scopo principale dei vestiti? L’uomo primitivo non aveva alcun vestito: andava in giro nudo, mostrando praticamente tutto il suo corpo. La sua pelle era forte e robusta ed egli era in grado di resistere al sole e alla pioggia, senza mai soffrire per il freddo o altri malanni. Come ho già spiegato, inaliamo l’aria non solo attraverso le narici, ma anche attraverso gli innumerevoli pori della pelle. Perciò, quando copriamo il corpo con i vestiti, stiamo ostacolando questa naturale funzione della pelle. Ma quando i popoli delle regioni più fredde diventarono sempre più indolenti, cominciarono a sentire il bisogno di coprire i loro corpi; non furono più in grado di resistere al freddo, e l’uso dei vestiti divenne normale. Finché, alla lunga, l’abbigliamento non venne più considerato come una necessità, ma come un ornamento, ed esso finì per essere un’indicazione della provenienza geografica, della razza, etc.

In effetti, dandoci la nostra pelle, la Natura ci ha dotato di un’eccellente copertura. L’idea che il corpo appaia indecente quando è svestito, è assurda: anzi, le immagini più belle sono quelle che mostrano il corpo nudo. Quando copriamo certe parti del nostro corpo, è come se ci vergognassimo del loro essere naturali e trovassimo sbagliato quanto disposto dalla Natura stessa. Diventando via via più ricchi, riteniamo un dovere continuare a moltiplicare gli orpelli e gli ornamenti per il nostro corpo. Decoriamo il nostro corpo in tutte le maniere più orribili, e ci pavoneggiamo ritenendoci avvenenti! Se i nostri occhi non fossero accecati dalle sciocche abitudini, vedremmo che il nostro corpo appare più bello soltanto nella sua nudità e che solo in tale condizione esso gode del suo miglior stato di salute. In verità, i vestiti sottraggono al corpo la sua naturale bellezza.

Mahatma Gandhi (1869-1948), A Guide to Health, 1921

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Nudi sulla neve

Nudi sulla neve Quella che segue è la traduzione di un curioso articolo apparso sulla rivista svizzera Die neue Zeit (“Il tempo nuovo”) nella primavera del 1935.

Andare nudi sulla neve può sembrare quanto meno eccentrico. Ma – ancora una volta – non si capisce perché debba essere proibito. Quante persone si dedicano ad attività che i più potrebbero definire strane o che addirittura sono pericolose? Eppure, al giorno d’oggi, nessuno si sogna di mettere in discussione la libertà di ognuno di praticarle. Allo stesso modo, chiunque dovrebbe avere la libertà, se gli aggrada, di fare una bella escursione con scarponi e racchette da neve ai piedi e… nient’altro addosso! Perché mai? E perché no?


Nudi sulla neve? Da quando abbiamo pubblicato queste fotografie sulla nostra rivista – come le ripubblichiamo oggi – ci è stata posta spesso questa domanda, con un tono di stupore nella voce.

Molti dei nostri interlocutori avevano l’impressione che si trattasse di foto di studio, fatte con dei finti fondali.

Teniamo a precisare, con tutta la chiarezza necessaria, che le nostre fotografie di sciatori sono assolutamente vere. Esse rappresentano episodi effettivamente vissuti nell’ambito del Lichtbund (“Movimento per la luce”) svizzero. Tuttavia, le fotografie non sono state fatte in dicembre, a venti gradi sotto zero, bensì in pieno marzo o aprile, con una temperatura di venti gradi centigradi.

Nudi sulla neve Non ci fermeremo qui con fotografie di questo tipo. Molti di voi, cari lettori, conoscono certamente le istantanee prese a Leysin, presso l’istituto del dott. Rollier, dove alcuni ragazzi, vestiti solo di un minuscolo slip, praticano lo sci in nudità e si lanciano in folli corse con lo slittino. Queste fotografie sono state riprodotte sulle grandi riviste illustrate.

Anche il manifesto dell’Ufficio centrale svizzero per il turismo raffigura un gruppo di sciatori che godono del sole invernale con indosso un semplice costume da bagno. Questo manifesto è stato affisso nella maggior parte delle nostre stazioni ferroviarie. Dovrebbe essere noto a tutti.

La possibilità di praticare lo sci in nudità è dunque cosa riconosciuta, sia dal punto di vista medico, che dai circoli ufficiali. Le immagini sottolineano la valenza salutare di questo sport. Nonostante il nostro servizio dedicato allo sci appaia nel momento in cui l’estate è ormai alle porte, teniamo a rammentare ai lettori che questo sport è ancora praticabile, sulle alte Alpi svizzere, anche ora mentre scriviamo queste righe.

Coloro fra i nostri abbonati che le nostre fotografie spingeranno a voler gustare, a loro volta, i benefici di questo sport durante la prossima primavera, tengano presente che il riverbero solare è molto più intenso sulle distese innevate che sulle verdi praterie. Perciò è opportuno che prendano specifiche precauzioni contro le scottature della pelle.

Il prossimo inverno il Lichtbund svizzero organizzerà nuovamente, a beneficio dei suoi membri attivi, una settimana di vacanza sugli sci. Siamo persuasi che parecchi amici vorranno approfittare di queste belle giornate di vita attiva e sana, trascorse al sole sulle alte vette.

Nudi sulla neve

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Nudismo è…

Turn your speakers on!

Alla fine di quest’anno 2014, un semplice video per dire in breve cos’è il nudismo.

Ai lettori del blog i miei più sinceri auguri per un sereno Natale e un felice anno nuovo!

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La sauna finlandese

Sauna

In Finlandia esistono 1,7 milioni di saune per una popolazione di 5,4 milioni di abitanti. In altri termini, c’è quasi una sauna ogni 3 abitanti! Da questo semplice dato si può dedurre la grande passione dei finlandesi per la sauna. Più che il semplice piacere di qualche istante, la sauna è una tradizione secolare, alla quale sono attribuiti poteri curativi, giacché il calore favorisce una migliore circolazione sanguigna, rilassa il corpo e allevia i dolori muscolari.

La parola sauna è il termine della lingua finlandese più conosciuto al mondo. Con buona ragione: nella cultura finlandese la sauna ha una posizione incontrastata nella vita di tutti i giorni. Storicamente la sauna è stata un luogo polivalente della casa, destinato a varie attività sociali e sanitarie. Se si esclude la cucina, era solo nella sauna che era possibile trovare dell’acqua calda per fare il bagno o per lavare i panni. Le donne erano solite dare alla luce i figli nella sauna, visto che qui trovavano un ambiente accogliente, riservato e dotato di acqua calda, tutti elementi essenziali al momento del parto. In Finlandia vive ancor’oggi un buon numero di persone che sono nate all’interno di una sauna.

Tuttavia, la funzione più importante della sauna è di tipo sociale. La sauna privata è sempre un ottimo posto per fare amicizia e chiacchierare. Un buon padrone di casa non può negare ai suoi ospiti il piacere di fare una sauna prima di sedersi a cena. Se non sono buoni amici prima, lo diventeranno sicuramente dopo, giacché la sauna è il miglior modo per scacciare ogni freddezza. Per la medesima ragione la sauna è il miglior posto dove fare affari: perciò tutte le aziende finlandesi possiedono una sauna di rappresentanza. Il ministero degli affari esteri ne ha due a Helsinki e almeno una in ogni ambasciata nel mondo.

Sauna

La sauna finlandese è una piccola stanza con pareti, soffitto e pavimento coperti da tavole di legno e alcune panche, sempre di legno, dove sedersi o sdraiarsi. Al giorno d’oggi il calore è generalmente prodotto da un calorifero elettrico contenuto all’interno di una struttura coperta di pietre, sulla quale è possibile gettare acqua al fine di generare vapore. La temperatura ideale della sauna è compresa fra gli 80 e i 100° C, ma talvolta si raggiungono anche i 110° C. Oltre a essere molto calda, l’aria contenuta all’interno della sauna è anche secca, perché contiene una percentuale di umidità molto bassa (10-20%).

Il rito della sauna finlandese si svolge generalmente in questo modo. Ci si prepara con una doccia calda o tiepida, durante la quale ci si prende cura dell’igiene del proprio corpo con un detergente neutro. Dopo la doccia è necessario asciugarsi bene, rimuovendo ogni traccia di umidità, al fine di non ostacolare la successiva sudorazione. A questo punto si è pronti per entrare nella sauna. Si fa una prima sosta in sauna di circa 10 minuti (è consigliabile non meno di 8 e non più di 15): ci si siede o ci si sdraia su una delle panche, avendo cura di collocare un asciugamano sotto di sé, e ci si rilassa. Al momento di uscire, è bene muoversi con lentezza, perché la vasodilatazione determina una diminuzione della pressione arteriosa: pertanto non si deve balzare in piedi o eseguire movimenti bruschi, al fine di evitare capogiri.

Usciti dalla sauna, si fa una doccia o un bagno con acqua fredda. La tradizione finlandese prevede un tuffo nelle acque gelide di un lago. Per chi non è così temerario, è sufficiente un getto moderato di acqua fresca della doccia, passato gradatamente sul corpo, a partire dalle gambe e dalle braccia, per poi passare all’addome, al torace e alla testa. Questa fase è molto importante, perché l’acqua fredda riporta a livelli normali la temperatura corporea e stimola la contrazione dei vasi sanguigni. Dopodiché ci si stende su un lettino, avvolti nell’accappatoio asciutto, per una decina di minuti di riposo. Infine, si rientra nella sauna, per altri 10-12 minuti, con gli stessi accorgimenti del primo passaggio.

Sauna

È bene notare che la copiosa sudorazione provocata dalla sauna determina una considerevole perdita di liquido corporeo, che può arrivare anche a un litro. Al termine del ciclo di sauna, dunque, è molto importante reintegrare liquidi e sali minerali, bevendo in abbondanza acqua non gassata, tisane, succhi di frutta o di verdura. Da evitare in ogni caso le bevande alcoliche, gassate o troppo zuccherate.

Un dettaglio tanto ovvio, quanto importante: la sauna si fa completamente nudi. Dite a un finlandese che volete fare la sauna con addosso un costume da bagno e vi guarderà come se foste pazzi. L’elevata temperatura presente all’interno della sauna rende assolutamente sconsigliabile indossare indumenti, che possono ostacolare la sudorazione e provocare un eccessivo surriscaldamento di certe parti del corpo. Senza contare che, se si tratta di tessuti sintetici, possono perfino rivelarsi pericolosi.

Purtroppo va detto che in Italia – con la limitata, lodevole eccezione di zone, come ad esempio la provincia di Bolzano, maggiormente soggette all’influsso della cultura germanica – nella maggior parte delle saune non solo non è obbligatorio togliersi tutti i vestiti, ma è addirittura imposto il divieto di denudarsi completamente… Proprio il contrario di quello che è necessario per fare la sauna in maniera corretta! Se potessimo stilare una classifica degli obblighi più assurdi, questo di indossare il costume in sauna guadagnerebbe senz’altro una delle prime posizioni. È come se venisse previsto l’obbligo di indossare il cappotto per stare d’estate sulla spiaggia o di mettersi il costume da bagno per lavarsi sotto la doccia… Sarebbe ridicolo, no?

È chiaro che si tratta di un’imposizione che nasce da un’idea malsana della nudità. Dovremmo imparare dai Paesi nordici ad avere un rapporto più sereno nei confronti del corpo nudo: oltre a fare la sauna in maniera davvero salutare, ne guadagneremmo in termini di benessere psicofisico!

Fonti:
Sauna uma paixão filandesa (su osnaturistas.net)
Sauna: terapia naturale (articolo di Giuseppe Barbieri pubblicato su Il Carabiniere, febbraio 2004)
La sauna (su benessere.com)
La sauna (su my-personaltrainer.it)

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La nudità per il nudismo

Semplice nudità

La nudità promossa dal nudismo è una nudità normale e naturale. Viene praticata per lo più a contatto della natura. È una fonte di piacere in sé. È una nudità che promuove valori importanti. È una nudità che chiede una sola cosa: di essere accettata e rispettata.

Nudità normale. I nudisti non si mostrano nudi, bensì vivono nudi. Semplicemente. Accettando il proprio corpo e quello degli altri. Se la nudità è pubblica, la sessualità resta privata: anche i nudisti vivono la manifestazione della loro sessualità nell’intimità. Essere nudisti non significa essere esibizionisti o maniaci sessuali, ma significa aver compreso che la nudità è una condizione che si può tranquillamente sperimentare svolgendo svariate attività quotidiane.

Nudità naturale. L’uomo nasce naturalmente nudo. Il suo corpo non è naturalmente coperto di vestiti. Il desiderio dell’uomo di distinguersi dagli animali, la volontà di mettere in mostra segni di potere e di prestigio, la confusione fra nudità e attività sessuale hanno condotto alla repressione del corpo nudo o, peggio, alla sua demonizzazione. Il nudismo rifiuta sia la distinzione sociale data dagli abiti, sia l’equazione fra la nudità e il sesso, riscoprendo la dignità dell’essere nudi.

Nudità nella natura. La nudità ha l’effetto di rimettere l’uomo a contatto con la natura e con gli elementi naturali, come l’aria, l’acqua, la terra, il sole. Certo, si può godere della nudità anche in casa o facendo una sauna, ma è all’aria aperta che la nudità fa percepire al corpo tutte le straordinarie sensazioni che l’abitudine all’uso dei vestiti gli ha fatto dimenticare.

Viva la nudità!Nudità fonte di piacere e di libertà. La nudità ha un effetto positivo perché ci procura un grande benessere psicofisico. La nudità comporta una piacevole sensazione di libertà, dovuta all’assenza totale dei vestiti. Il corpo è libero. È soltanto grazie al corpo nudo che percepiamo questo benessere e questa libertà. E più ci abituiamo a godere di queste sensazioni, maggiore è l’effetto benefico per il nostro umore e la nostra psiche.

Nudità promotrice di valori. Il nudismo promuove valori importanti: accettazione di sé, rispetto degli altri, tolleranza. Sono valori che ciascun buon genitore desidera trasmettere ai propri figli. L’abitudine alla normalità della nudità fa comprendere quanto irreali siano i modelli di corpo ideale che si vedono in televisione e quanto bello sia invece il nostro corpo, pur con tutte le sue imperfezioni. Vedere altre persone nude ci fa capire che non sono i vestiti a renderci esseri umani.

Se la nudità promossa dal nudismo è tutto questo, per quale motivo essa dovrebbe continuare a essere osteggiata in un Paese che intende essere moderno, liberale e pluralista? Perché mai i nudisti, anziché essere perseguiti e condannati, non vengono tutelati e incoraggiati nella loro pratica? È tempo di smettere di giudicare con gli occhi accecati dai preconcetti. È tempo di riconoscere che la nudità non è un mostro da combattere, ma una qualità da valorizzare. E che coloro i quali desiderano vivere la nudità, non soltanto in casa propria, ma anche all’aperto, a contatto con la natura, non sono degli svitati o dei pervertiti, ma uomini e donne che hanno compreso i benefici della nudità e che devono poter avere il diritto di stare nudi.

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Una reale esperienza di vita sociale

Amici nudisti

L’autrice del blog The SL Naturist ha formulato alcune interessanti considerazioni sul ruolo sempre più invadente che i dispositivi digitali hanno nella nostra vita quotidiana e sul possibile antidoto offerto dall’esperienza nudista, che riporta in primo piano la socialità e la genuinità dei rapporti personali. Eccone i passaggi salienti.


Recentemente ero a un concerto di musica pop e sono rimasta sorpresa dal numero di persone che vivevano quell’esperienza in maniera “virtuale”, ossia che guardavano il concerto attraverso gli schermi dei loro smartphone!

Che siamo in fila in attesa del bus o che sediamo all’interno di un qualche mezzo di trasporto pubblico, siamo sempre immersi nei vari dispositivi, digitando messaggi o navigando nella rete, ignari di quello che ci circonda e della vita che scorre intorno a noi.

Se andiamo allo stadio, accade la stessa cosa. Piuttosto che goderci la partita, scriviamo sms agli amici per dire quant’è bello il gioco (e come possiamo saperlo, se teniamo lo sguardo incollato sul nostro telefonino?).

Immagino che ci siano ancora dei posti in cui lo smartphone svolge un ruolo di secondo piano. Credo ad esempio che il campo da golf potrebbe essere uno di questi posti, in cui i giocatori usano le loro mazze e vanno in giro con i loro trolley, concentrandosi solo sul gioco.

E naturalmente ci sono situazioni in cui riusciamo a scappare dai nostri maledetti smartphone! Ecco, una di queste situazioni è offerta dal nudismo, che ci regala una bella boccata d’aria non digitale. L’ho provato in prima persona, vivendo un’esperienza nudista assieme a mio marito la scorsa estate.

Girotondo nudista

Il nudismo rimane, nella sua essenza, un’attività profondamente umana e sociale. Vi partecipano coppie e famiglie. E i nudisti, letteralmente messi a nudo, non hanno nulla da nascondere. La nudità li rende aperti, onesti, socievoli. Sono esseri sociali. Imbasticono facilmente una conversazione con i loro vicini, con le persone della sdraio accanto, al bar, in piscina.

Durante la nostra permanenza nel campeggio nudista, mi è capitato di sperimentare tutto questo, e non perché sono giovan(il)e e donna. Le stesse persone attaccavano a discorrere anche con mio marito, a prescindere che fossero singoli o in coppia, in spiaggia o in piscina. È per questo che abbiamo finito per avere un sacco di amici e conoscenti. Mentre a casa non conosciamo neppure le persone che abitano a pochi passi di distanza da noi, fra i nudisti abbiamo avuto modo di conoscere bene parecchie persone. Con altre eravamo a livello di semplici cenni o di “buongiorno”, ma solo a causa della barriera linguistica.

Grazie alla mentalità aperta e alla natura schietta dei nudisti (oh, quanto potrebbe imparare la nostra società da questi valori!), coloro che erano nostri amici ci hanno presentato ai loro amici, che a loro volta sono diventati amici nostri. Andando in piscina, un “buongiorno” si trasformava in un po’ di conversazione sul tempo, poi ci si presentava e si chiacchierava. Al successivo incontro, quelle persone ricordavano i nostri nomi, e noi i loro.

Se vi sta a cuore cercare un rimedio alla progressiva diminuzione di socialità e vi interessano le amicizie reali (che non siano semplici nomi su Facebook!), il nudismo è certamente uno stile di vita che dovreste considerare di seguire. O perlomeno ve lo raccomando! E se non l’avete ancora mai provato, proponetevi di farlo al più presto, magari la prossima estate.

Libera traduzione di Naturism: a real social life

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Il nudismo è autenticità

Autenticamente nudo

La semplice nudità consiste nello stare senza vestiti. Il nudismo è la nudità come fonte di piacere, come espressione fisica di un ideale e come simbolo di una serie di valori.

Denudarsi è in linea di principio un ritorno allo stato naturale: significa recuperare la condizione originaria del corpo, posto che il nudo viene prima del vestito. Viene prima sia per la storia, sia per il singolo individuo. A partire dalla sua apparizione sulla terra, l’essere umano visse nudo per milioni di anni, mentre i vestiti furono inventati soltanto verso la fine dell’epoca preistorica. I popoli maggiormente a contatto con l’ambiente naturale hanno sempre vissuto in completa nudità: alcune popolazioni lo fanno ancora oggi, come gli indios della riserva Xingu in Amazzonia. D’altronde, i bambini nascono sempre nudi. Nonostante i progressi della nostra tecnologia, non si è ancora riusciti a fare in modo che i neonati escano vestiti dal grembo materno… I bambini preferiscono spontaneamente essere nudi: sono necessari più di tre anni per abituarli a non poter più fare a meno dei vestiti.

Il nudismo è anche la via per riconciliarci con la natura e con l’ambiente che sta intorno a noi. Il vestito è una costruzione sociale che si sovrappone all’ordine naturale. Non basta voler proteggere la natura, è necessario anche vivere in armonia con essa: e questo è ciò che ci consente di fare la nudità. Se vogliamo ascoltarla, dalla natura ci viene rivolto l’invito a denudarci, a tornare al nostro stato naturale. Spogliati di tutti gli orpelli di cui la vita “civile” ci ha ricoperto, possiamo finalmente riscoprire la bellezza del contatto diretto con l’ambiente naturale che ci circonda, gustando tutte le straordinarie sensazioni che tale contatto è in grado di farci provare.

Nudo nella natura Il nudismo è autenticità. L’essere umano accetta finalmente di vedersi e di mostrarsi tale qual è, autenticamente. Denudarsi è un atto di apertura e di fiducia, è rinunciare a nascondersi dietro alla finzione dei vestiti e della moda, è rivelarsi così come si è, anziché spiare gli altri sotto la protezione della propria armatura tessile.

Tutto ciò porta l’essere umano verso una grande semplicità. Lo spossessarsi dei vestiti è un’esperienza che dà un senso di grande liberazione. Non si tratta semplicemente di sbarazzarsi della prigione degli abiti, che stringono e soffocano il corpo, ma si tratta anche di liberarsi fisicamente dei tabù che circondano la nudità e della vergogna per il proprio corpo. Secoli di oscurantismo hanno inculcato un disprezzo generalizzato del corpo e hanno prodotto l’idea che esso dev’essere nascosto vergognosamente sotto una copertura. Il nudismo comporta la nudità nella sua recuperata innocenza, fuori da ogni preoccupazione, peccato o senso di colpa. Il nudismo consente di ritrovare la purezza originale del bambino, al quale non hanno ancora insegnato che stare nudi è sbagliato.

Infine, il nudismo è, per la sua schiettezza, un modo per aprirsi a se stessi, agli altri e al mondo. Lasciarsi vedere nudi è una prova di fiducia e la pratica del nudismo in comune poggia sul fidarsi l’uno dell’altro: l’apertura reciproca pone fine alla paura e all’aggressività. Di conseguenza, il nudismo provoca una completa ridefinizione di tutti i rapporti umani. I vestiti, le uniformi, i capi griffati sono i portatori di tutti i segni delle gerarchie, delle disuguaglianze e delle differenze tra le classi sociali. Il nudismo è la via maestra per l’uguaglianza e la fraternità tra gli uomini, giacché conduce verso un mondo nel quale il ruolo scompare per lasciare il posto alla persona. E dunque, a partire dalla riconciliazione con se stessi e con il proprio corpo, si arriva alla riconciliazione con la natura e con il prossimo.

Libera traduzione di un articolo di Marc-Alain Descamps pubblicato su La Vie au Soleil n. 112.
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Il nudismo è positivo per i bambini

Famiglia nudista

Uno degli argomenti che si è soliti sollevare contro il nudismo tira in ballo gli effetti negativi e traumatici che la nudità avrebbe sui bambini. In realtà, vari studi scientifici condotti a partire dalla fine degli anni Settanta dimostrano che si tratta di uno dei soliti pregiudizi contro il nudismo. La pratica nudista, infatti, non soltanto non ha alcun effetto negativo sui bambini, ma ha al contrario una serie di positive ricadute sul loro equilibrato sviluppo psicofisico.

♦ Uno dei primi studi scientifici su quest’argomento venne realizzato dalla dottoressa Marilyn Story, allo scopo di esaminare il ruolo della nudità in famiglia sullo sviluppo della percezione del corpo nei bambini di età prescolare. La ricercatrice intervistò 264 bambini di età compresa fra tre e cinque anni e i relativi genitori. I bambini vennero suddivisi in tre categorie: i nudisti veri e propri (con esperienza di nudità sociale), i nudisti (solo) casalinghi e i non nudisti. Ogni bambino venne intervistato singolarmente: in particolare gli fu chiesto se ritenesse bella ogni parte del proprio corpo. Ebbene, lo studio riscontrò che i bambini non nudisti identificavano, per la maggior parte, i loro organi genitali come le parti brutte del loro corpo. Al contrario, i bambini nudisti tendevano a non giudicare brutta nessuna parte del loro corpo, spesso considerando, anzi, gli organi genitali come una delle parti più belle. Nell’ambito di questo studio, in definitiva, risultò evidente che il nudismo è una variabile molto più importante del sesso, dell’etnia e dell’area geografica di provenienza, ai fini della formazione di una positiva immagine di sé e dell’accettazione del proprio corpo nella sua interezza.

Naked Cartoons ♦ Un altro importante studio venne svolto da Ronald e Juliette Goldman nel 1981 per esaminare la percezione, da parte dei bambini, della nudità in relazione al pudore in quattro diversi Paesi: Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Svezia. Vennero presi in considerazione bambini fra i cinque e i quindici anni d’età, concentrando l’attenzione sulla percezione che essi avevano della necessità dei vestiti in diverse circostanze e sulla motivazione di tale necessità. Dallo studio risultò che l’idea della nudità era spesso associata dai bambini al senso di colpa e che questa percezione tendeva a essere più forte all’aumentare dell’età, man mano che cresceva l’influenza dell’educazione morale impartita dai genitori. Ma risultò anche che il senso di colpa era molto più forte in quei bambini che non pensavano al loro corpo, e in particolare ai loro organi sessuali, come a qualcosa di naturale e normale.

♦ Nel 1988 Robin Lewis e Louis Janda condussero uno studio volto a esaminare il rapporto esistente fra la sessualità degli adulti e l’esposizione alla nudità dei bambini. I due ricercatori sottoposero un ampio questionario a 210 studenti universitari, a proposito della loro esperienza con la nudità durante l’infanzia. I risultati dello studio furono chiari: c’è una relazione positiva fra l’esposizione alla nudità in età infantile e un atteggiamento equilibrato nei confronti del sesso in età adulta. Inoltre, lo studio scoprì che coloro ai quali, fra la nascita e i 5 anni d’età, la nudità era stata fatta percepire come fatto del tutto  normale, erano maggiormente a loro agio nelle manifestazioni d’affetto man mano che crescevano. Fra i 6 e gli 11 anni, i bambini avvezzi alla nudità avevano un più alto grado di autostima e di conoscenza della sessualità.

Famiglia nudista Margaret Mead è un’antropologa che ha svolto numerose ricerche sugli effetti della nudità sui bambini. Studiando le culture di varie regioni del mondo, la dottoressa Mead ha potuto notare gli effetti negativi che la “dipendenza dai vestiti” ha prodotto sulla cultura occidentale, fra i quali rientrano la separazione della “persona” dal “corpo”, l’eccessiva preoccupazione nei confronti del sesso e la mancanza di educazione circa il corpo umano dovuta alla mancanza di conoscenza dello stesso. Gli studi della dottoressa Mead hanno inoltre dimostrato che la nudità, tanto comune nelle culture primitive, non è un sintomo della mancanza di pudore e che quegli effetti negativi che si ritengono legati alla nudità sono in realtà determinati non dalla nudità, bensì dal modo in cui essa viene considerata all’interno di una certa cultura. Secondo la ricercatrice, quindi, dev’essere sottolineato che è molto importante che i bambini abbiano familiarità con la nudità degli adulti, affinché apprendano in maniera naturale come diventerà il loro corpo, cosa essenziale per il buono sviluppo della loro personalità.

Tutte le ricerche concordano nell’evidenziare che i bambini sono influenzati dall’atteggiamento della famiglia e della società nei confronti della nudità. La presenza di un atteggiamento positivo o negativo verso la nudità è di gran lunga più importante di ogni altro fattore in qualsiasi situazione che metta i bambini a contatto con la nudità. Gli studi dimostrano non soltanto che la nudità non è pericolosa per i bambini, ma anzi che essi ne traggono beneficio sotto molti aspetti, se vivono in un ambiente che accetta la nudità come un fatto normale. Grazie all’abitudine alla nudità, i bambini possono conseguire una maggiore conoscenza e consapevolezza del corpo umano nella sua interezza, un più sereno rapporto con la sessualità e le manifestazioni d’affetto, nonché un più alto grado di autostima e di accettazione del loro corpo. E se questo è poco!…

Genitori, educatori e la società in generale dovrebbero riflettere con serenità su queste considerazioni e adottare un atteggiamento di apertura nei confronti della nudità. A beneficio dei bambini.

Libera traduzione di Is Nudism good for Children?

Su questo argomento si veda anche il post Nudismo e bambini.

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