Chi regge la canna?

Avatar di Vittorio VolpiMondo Nudo

La cultura della società attuale fa del pudore un punto non facilmente rinunciabile del viver civile. E di riflesso dell’identità sociale dell’individuo. È un gradiente di crescita nello sviluppo psico-affettivo del bambino e segna la consapevolezza della presenza corporea nella dinamica dei rapporti sociali. Il pudore ci si incarna addosso fino a considerarlo tratto naturale della persona e soprattutto della persona-sociale.

 Penso che come a livello fisico il pudore vieta la vista di alcune parti del corpo, così esista un pudore mentale che tiene nascosti alcuni concetti indiscutibili, dati per scontati al punto da diventare tratti generalizzati e quasi connaturati della nostra mentalità e cultura. Nasconde qualcosa di fisico e soprattutto difende una mentalità. Penso che il pudore funzioni da sentinella al posto di blocco che apre l’accesso all’uso legittimato dei piaceri, primo fra tutti il piacere sessuale (con le sue implicazioni nella determinazione dei rapporti sociali, affettivi ed economici…

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Il nudismo in Irlanda

Naturismo in Irlanda Nudismo in Irlanda: è possibile? Là, dove profonda è l’influenza del perbenismo vittoriano e delle inibizioni cattoliche? Si muove qualcosa in quel paese ultra-discreto, dove ancor oggi i tradizionalisti entrano in mare abbigliati fino al collo, dove la muta di neoprene è tuttora la regola sulle splendide spiagge dell’isola?

Sì, qualcosa si sta muovendo. A metà settembre le associazioni naturiste irlandesi, fondate quasi cinquant’anni or sono, hanno festeggiato quello che finora è stato il loro più grande successo: il 34° Congresso Naturista Internazionale si è tenuto a Drumshambo, nella contea di Leitrim, e Failte Ireland (l’Autorità nazionale di promozione del turismo) ha apprezzato questo evento, che ha visto la partecipazione di nudisti provenienti da tutto il mondo. Questo ha procurato all’argomento un bel po’ di pubblicità, e probabilmente anche un maggior grado di accettazione nella società.

Eppure l’Irlanda resta ancora l’unico paese in Europa, dove non c’è alcuna zona di balneazione destinata ufficialmente ai nudisti e dove antichissime leggi risalenti all’Ottocento criminalizzano e puniscono lo stare nudi in pubblico. I nudisti irlandesi, quindi, trascorrono il loro tempo libero con discrezione, recandosi su spiagge poco frequentate. Ora i nudisti d’Irlanda, le cui associazioni a Dublino e a Cork godono di crescente popolarità, sperano che finalmente cambi qualcosa anche a livello legislativo e che la società irlandese, via via sempre più liberale, dimostri apertamente la sua tolleranza nei confronti della nudità.

Spesso, però, i cambiamenti arrivano senza tanti strepiti. Per lungo tempo il nudismo in Irlanda è stato considerato come un grave peccato, come una “porcheria”, come una cosa totalmente inaccettabile a livello sociale. In una società tanto chiusa, nessuno voleva essere nudista o naturista, giacché lo stare nudi significava essere pervertiti o pedofili. Solo un piccolo gruppo di adepti si raccolse, circa mezzo secolo fa, nell’Associazione Nudista Irlandese, con lo scopo di propugnare una società più libera e tollerante. Ancor oggi esistono numerose leggi sull’isola, che discriminano e condannano l’apparire nudi in pubblico, compreso il bagno senza costume. Anche lo stare nudi sulla propria proprietà privata è teoricamente punibile, se dà fastidio a qualcun altro.

Le vecchie leggi non fanno alcuna differenza, se qualcuno si spoglia per eccitarsi sessualmente, per fare pipì o semplicemente per godersi la nudità sulla spiaggia. Tuttavia anche in Irlanda vale sempre di più quel che vale nel resto d’Europa: le leggi possono essere tolleranti, soprattutto se nessuno se ne preoccupa. E le associazioni nudiste irlandesi fanno notare con orgoglio che nessuno dei loro membri è mai finito sotto processo a causa della nudità.

Dip in the Nip

Dip in the Nip, un tuffo nel freddo, è il titolo di una manifestazione che ha luogo nella contea di Sligo, nel corso della quale donne e uomini si denudano per una buona causa, a favore della Lega irlandese per la lotta contro il cancro. La prima volta, nel 2009, i bagnanti senza costume raccolsero più di 50.000 euro di fondi. Chi li avesse guardati bene (o avesse letto il resoconto sull’Irish Times), avrebbe senz’altro constatato con quanta convinzione i partecipanti sostenevano questa buona causa: si vedevano donne con un solo seno o addirittura prive di seno e molte persone avevano i segni di cicatrici sull’addome. Come gesto di carità, dunque, il fare il bagno nudi è accettato e riconosciuto. Non c’è voluto molto tempo perché l’esempio di Sligo venisse seguito anche in altre località del paese. Anche in occasione di proteste politiche, come la battaglia per l’acqua potabile priva di fluoro, si sono visti in pubblico corpi completamente nudi.

Così, lentamente, in uno dei paesi più intransigenti del mondo occidentale, il nudismo è oggi via via maggiormente tollerato e accettato. I tempi sono maturi. L’Irlanda si muove, anche senza vestiti.

Traduzione da Nackt Baden in Irland – ja, das gibt es!

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I falsi miti su sesso e nudismo

Coppia nudista in riva al mare

Parlando di nudismo con chi non sa cos’è veramente, è facile imbattersi in un sacco di falsi miti. In questo post ne prendiamo in esame un paio, che riguardano il rapporto fra nudismo e sesso.


Nudismo è praticamente sinonimo di sesso.

Niente affatto! Il nudismo non ha nulla a che vedere con il sesso. Bisogna però intendersi bene su questo punto. A causa dello stretto legame che la nostra cultura – portando avanti idee preconcette – vede fra la nudità e il sesso, vi è la tendenza fra i nudisti a enfatizzare il concetto che il nudismo non è una questione sessuale, con il rischio di apparire come persone asessuate, che hanno raggiunto una sorta di… “pace dei sensi”.

In realtà, la questione del rapporto fra nudismo e sesso è spesso mal posta. Gli esseri umani sono, per lo più, esseri sessuali. Quando entriamo in un ambiente nudista, la nostra sessualità non scompare, così come non diventa improvvisamente una forza incontrollabile. Anche i nudisti provano attrazione sessuale e possono manifestare effusioni affettuose. Ma ciò – ed ecco il punto importante – né più né meno di coloro che non sono nudisti!

La maggior parte delle persone su una spiaggia nudista si comporta nello stesso modo in cui si comporta la maggior parte delle persone su una spiaggia tessile: parla, ride, nuota, prende il sole. Un bacio o una carezza si vedono tranquillamente tanto su una spiaggia nudista, quanto su una spiaggia tessile. Gli esseri umani sono normalmente in grado di controllare il loro comportamento, a prescindere dal fatto che siano nudi o vestiti. C’è un tempo e un luogo per ogni cosa. E in questo senso, il nudismo con il sesso non c’entra proprio per niente.

Vero è, purtroppo, che talvolta l’aggettivo “nudista” viene usato a sproposito, per qualificare certi luoghi squallidi, dove si danno appuntamento esibizionisti e persone in cerca di sesso facile. A prescindere da ogni giudizio morale che si volesse formulare riguardo a questi comportamenti, dev’essere chiaro che non si tratta di nudismo tout court. O meglio: anche a voler parlare di nudismo (per il fatto che la gente in questi posti si fa vedere nuda), non si può generalizzare a partire da quella che è una nettissima minoranza e pensare che tutti i nudisti siano inclini alla licenziosità. Detto in altri termini, non c’è la benché minima correlazione tra pratica nudista e atteggiamento sessuale: i comportamenti esibizionisti e trasgressivi possono benissimo essere adottati sia da persone nude che da persone vestite!

Bacio fra nudisti

Il nudismo diminuisce il desiderio sessuale. Anzi, no, lo fa aumentare.

Può sembrare paradossale, ma uno dei falsi miti più diffusi che ruotano attorno al nudismo è costituito da un pregiudizio… e dal suo esatto contrario! Alcuni, infatti, ritengono che il vedere il/la proprio/a compagno/a sempre nudo/a possa alla lunga ridurre la libido, ovvero l’attrazione erotica nei suoi confronti. Altri, invece, credono che lo stare sempre nudi, suscitando uno stato di eccitazione “permanente”, sia una condizione che stimola eroticamente una coppia e ne incentiva gli incontri sessuali.

Insomma – mi verrebbe da dire – mettetevi un po’ d’accordo! In effetti, occorre riconoscere che, alla luce dei fatti, entrambi gli aspetti di questo falso mito sono destituiti di ogni fondamento.

Quanto al primo aspetto, è opportuno osservare, innanzi tutto, che l’attrazione erotica è una faccenda essenzialmente mentale. Infatti, ci sono molte cose che possono causare l’attrazione di una persona verso l’altra, ma in generale si può dire che essa è come un fuoco che si accende nel cervello, attizzato dalla fantasia e alimentato dall’affetto. Ebbene, sarei d’accordo nel ritenere l’abitudine alla nudità del partner una possibile causa di riduzione della libido, qualora si trattasse di una nudità accompagnata costantemente da atteggiamenti provocanti, sensuali o lascivi, di una nudità “pornografica” insomma. Del resto, è noto che recenti ricerche psicologiche hanno dimostrato come l’abitudine alla pornografia conduca a quella che viene definita “anoressia sessuale”.

Ma quando ci si abitua, come fanno i nudisti, a vivere la nudità come condizione normale nello svolgimento di attività prive di contenuto erotico – come giocare sulla spiaggia con i propri figli, leggere un libro o fare un’escursione in montagna -, diventa subito chiaro che non è la nudità da sola a essere la causa dell’eccitazione e dell’attrazione erotica. Ed ecco perciò che per un nudista non si pone neppure il problema di avere un calo di desiderio sessuale per il fatto di vedere il proprio partner sempre nudo. Il nudista, infatti, si abitua sì alla normalità della nudità, ma comprende anche che per provocare l’eccitazione bisogna che alla nudità si accompagni qualcos’altro.

Circa il secondo e opposto pregiudizio, basterebbe rinviare a quanto detto sopra, all’inizio di questo post. I nudisti non si eccitano e si saltano addosso per il semplice fatto di essersi tolti i vestiti. Essere nudista non significa essere affetto da ipersessualità. Anzi, probabilmente il nudista ha una vita sessuale migliore della media, perché tende a essere maggiormente a suo agio con il proprio corpo e a non cadere vittima di curiosità morbose. Ma da qui a pensare che gli uomini e le donne che praticano il nudismo siano mandrilli assatanati o insaziabili ninfomani ce ne corre!

Insomma, dev’essere chiaro che sesso e nudismo sono due aspetti distinti, che viaggiano su due livelli differenti: l’uno è indipendente dall’altro. I falsi miti di cui abbiamo parlato nascono sostanzialmente da un equivoco di fondo, ossia che si sta nudi soltanto allo scopo di fare sesso. L’assoluta infondatezza di questo equivoco, che già appare evidente agli occhi di qualsiasi persona ragionevole, viene ampiamente dimostrata dall’ormai secolare tradizione della cultura nudista. Come viene messo in luce anche da questo post, la nudità è la condizione nella quale possiamo fare moltissime cose, dallo svago allo sport, dai lavori casalinghi al relax. Il sesso è quindi solo una delle numerose attività che si possono svolgere quando si è nudi. E non dimentichiamo che si può fare sesso anche stando vestiti: è ovvio che farlo nudi è molto più bello, ma già sappiamo che la nudità aggiunge piacere a tutte le cose che facciamo!

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I nudisti sono degli eroi

Eroe nudista

I nudisti sono degli eroi. E non è così inverosimile come potrebbe sembrare.

Ecco alcuni motivi che ci permettono di dire che i nudisti sono degli eroi.

1. Il nudismo sfida la convinzione che la nudità abbia sempre un contenuto erotico. Come può confermare qualunque nudista, essere semplicemente nudi non è di per sé un comportamento erotico, né suscita pensieri erotici. Essere nudi è soltanto naturale ed è un’espressione del nostro essere umani.

2. Il nudismo sostiene l’uguaglianza di genere. I nudisti propugnano il diritto delle donne di stare a seno nudo e il diritto delle madri di allattare i loro figli in pubblico. I nudisti ritengono che le donne debbano avere gli stessi diritti degli uomini ed essere in grado di stare nude senza essere definite “sgualdrine” e senza essere molestate.

3. Il nudismo è favorevole all’ambiente. I nudisti vivono in armonia con la natura attraverso la nudità. I nudisti sono contrari all’inquinamento e contribuiscono alla pulizia delle spiagge e dei parchi. Inoltre, lo stile di vita nudista è più ecologico, perché fa spendere meno elettricità (per l’aria condizionata) e consuma meno acqua (per lavare i vestiti).

4. Il nudismo promuove un’immagine realistica del corpo umano. I nudisti hanno un’idea più veritiera di come appaiono davvero le persone. Non esiste una cosa chiamata “corpo perfetto”. Ogni persona è bella perché è un essere umano. Il ceto sociale, il denaro, la professione: tutto questo scompare quand0 si è nudi.

Insomma, voi nudisti siete degli eroi. Le vostre convinzioni rendono il mondo migliore. La vostra nudità vi rende più umani.

Tradotto da Naturists are Heroes.

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La nudità nei reality shows

Naked and Afraid

Un articolo apparso su un sito americano, del quale traduco qui una parte, esamina gli effetti positivi ottenuti dalla nudità mostrata in alcuni recenti reality shows. Anch’essa contribuisce a incentivare una benefica “normalizzazione” della nudità, promuovendo l’accettazione del proprio corpo e dimostrando ancora una volta quanto infondata sia l’idea che associa la nudità e con il sesso.


I reality shows sono spesso giudicati una forma di intrattenimento superficiale, volgare e di scarsa qualità. Dalle donne ubriache che fanno a botte, ai giovani ventenni la cui unica missione è quella di bere e fare sesso, non sembra che ci sia qualche beneficio a guardare i reality shows, a parte un po’ di divertimento senza cervello.

In apparenza, le più recenti tendenze in fatto di reality show sembrano confermare quest’idea: i partecipanti sono privati letteralmente dei loro vestiti e fatti apparire nudi in televisione. Certo, tutte le parti – diciamo così – importanti sono sfocate, ma il fatto rimane lo stesso: queste persone si denudano completamente davanti alla videocamera.

Spettacoli come Dating Naked di VH1, Naked and Afraid di Discovery Channel e Buying Naked di TLC hanno debuttato nel corso dell’anno passato. Dating Naked porta un tocco di modernità negli incontri sentimentali e mette in scena un uomo e una donna che frequentano due diversi corteggiatori in una remota località esotica, nudi. Naked and Afraid prende una coppia di estranei e li catapulta in un’esperienza di sopravvivenza estrema, durante la quale essi devono imparare a vivere insieme per 21 giorni privi di cibo, acqua, vestiti e riparo. Buying Naked segue l’agente immobiliare Jackie Youngblood, che, all’interno di comunità dove i vestiti sono opzionali, mostra appartamenti a nudisti in cerca di casa.

Stando ai sondaggi, la gente non sembra averne abbastanza di reality shows sulla nudità. Ma invece di abbassare la qualità dell’intrattenimento, la nudità sta in effetti facendo qualcosa di buono per il nostro paese.

Dating Naked

«Onestamente, viviamo in un paese davvero puritano nei confronti della nudità, che viene associata al sesso, e penso che questo sia negativo», ci ha detto Amy Paffrath, ospite a Dating Naked. «Sono contenta che ci siano in giro tutti questi spettacoli che mostrano la nudità, poiché ciò aiuta le persone a sentirsi meglio con se stesse. Vedono a cosa assomigliano i loro corpi attraverso le diverse immagini che passano in TV. C’è un ampio ventaglio di altezze, pesi, colori, età; e penso che questo stia aprendo le porte della maggiore accettazione di sé, facendo capire che in televisione non si vedono soltanto i corpi scolpiti e perfetti delle modelle. Quelle che si vedono sono semplicemente persone normali ed è perciò assolutamente lecito amarsi per come si è, che si sia il buono, il brutto o il cattivo. Tutto è bello.»

Christina Porcelli è stata la prima partecipante a Dating Naked. Ha preso parte al reality show alla ricerca dell’amore. Ora è contenta di aver contribuito a rendere meno tabù l’argomento della nudità. «Le gente vuole davvero stare bene con il proprio corpo e lo stare nudi, guardando questo spettacolo, è una cosa che li aiuta», afferma Christina. «Siamo un po’ ribelli, è vero, ma in altri paesi non è un grosso problema. E non dovrebbe esserlo. Siamo tutti nudi. Siamo nati nudi, moriremo nudi. E dovremmo essere a nostro agio con il nostro corpo, a prescindere dal nostro aspetto».

Quando l’idea di Dating Naked è stata presentata, la cosa è certamente apparsa controversa. Le persone avrebbero cercato incontri sentimentali… nude. Ma ben presto il pubblico ha compreso che la nudità nell’ambito dello spettacolo non era scandalosa.

«Lo spettacolo non è ambiguo, non è sensazionalista e non è quello che tutti si aspettavano quando è stato mandato in onda il primo episodio», dice Paffrath. «Adesso l’accoglienza è senza riserve. Abbiamo ottenuto una desensibilizzazione nei confronti della nudità, e penso che questo sia davvero una grande cosa per il nostro paese. Abbiamo bisogno di imparare che non sempre la nudità è legata con il sesso. Dobbiamo voltare pagina su quest’idea obsoleta.»

Tradotto da Why Naked Reality Shows Are Good for Our Country.

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Perché mi piace stare nudo

Il piacere di essere nudo Propongo qui la traduzione di un post pubblicato su un blog nudista nato di recente, Naked Diaries, i cui articoli mi sono piaciuti molto.


Chi non conosce il nudismo tende ad avere idee sbagliate circa i motivi per cui i nudisti si tolgono i vestiti e restano senza niente addosso. Tuttavia, penso che tutti abbiano provato il piacere, tornando a casa la sera, di togliersi gli abiti usati per andare al lavoro e indossare qualcosa di più comodo. Ecco, come nudista direi che questo “qualcosa di più comodo” significa semplicemente “nulla”. Mi sento a mio agio nel mio costume adamitico, tutto qui.

A questo proposito, stare nudi è un’esperienza estremamente liberatoria. Mettersi nudi è proprio come cambiarsi i vestiti al termine della giornata lavorativa: è il segno che è finalmente arrivato il momento di rilassarsi.

Ma con la nudità c’è ben più che un semplice relax. La prima volta che sono andato a letto nudo ero entusiasta, poiché il letto era diventato come un nuovo mondo per me. Quando le lenzuola si muovevano contro il mio corpo nudo, era come se le percepissi per la prima volta. Ed è stato lo stesso quando ho cominciato ad andare nudo in giro per casa. Mi sembrava di scoprire un intero universo che, fino a quel momento, mi era rimasto sconosciuto, nascosto dietro i vestiti che indossavo normalmente. Mi pare insomma che la nudità sia una forma di esplorazione. Perciò, se vi piace conoscere cose nuove, potreste trovare nella nudità un’area interessante da esplorare.

È per questa ragione – credo – che qualunque cosa io faccia vestito, è assai molto più stimolante quando la faccio nudo.

Devo forse anche dire perché è più bello prendere il sole nudi? Devo forse descrivere per quale ragione nuotare nudi è di gran lunga preferibile che nuotare con il costume da bagno? Beh, probabilmente non è necessario. Ma forse lo farò. Un’altra volta, però!

Tradotto da Why I like being naked.

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Dieci buoni motivi per stare nudi

E' bello stare nudi

La nudità è naturale. L’essere umano è nato nudo e, per quanto possibile, dovrebbe andare in giro nudo. Bisogna imparare a trarre vantaggio dalla nudità. Ecco qui dieci buoni motivi per cui dovreste stare nudi anche in questo momento, mentre state leggendo questo post!

1. Stare nudi fa stare meglio.

Scherzi a parte, potete davvero pensare di stare male quando vi mettete nudi volontariamente e liberamente? Certo che no. Quanto più state nudi, tanto più vi sentite a vostro agio con il vostro corpo. I benefici psicologici del vivere in nudità sono enormi. Provare per credere!

2. Vestiti.

Questo può sembrare strano, ma aumentando il tempo in cui state nudi, aumenterete il piacere del tempo in cui indossate i vestiti. Non vi preoccuperete di nascondere con i vestiti una qualche caratteristica del vostro corpo che non vi piace, ma piuttosto utilizzerete i vestiti per celebrare la bellezza del vostro corpo. Grazie alla nudità, imparerete a non adattarvi all’ultima moda, ma a valorizzare il vostro stile personale.

3. Dimensioni del pene, dimensioni del seno.

I maschi si preoccupano delle dimensioni del loro pene. Se però pensate che gli uomini delle tribù aborigene vadano in giro nudi preoccupandosi delle dimensioni del loro pene, siete in errore. Le donne si preoccupano delle dimensioni delle loro mammelle. Se però pensate che le donne delle tribù aborigene vadano in giro nude preoccupandosi delle dimensioni delle loro mammelle, siete in errore. Queste paure sono un cancro perpetuato da una cultura commerciale, che trae profitto dalle nostre insicurezze. Il vostro pene è imponente. Il vostro seno è magnifico. Cominciate a farlo vedere!

Benessere nudo 4. Sarete più in forma.

Di sicuro sarete più in forma mentalmente. Ma i vantaggi di essere fisicamente consapevoli di tutti gli aspetti del proprio corpo non sono da sottovalutare. Avete una pancetta sporgente? Le vostre natiche sono troppo voluminose? Andando in giro nudi più spesso, vi renderete ben presto conto che questo non ha la minima importanza. E farete la pace con il vostro corpo.

5. Vitamina D.

Soffriamo di una grave carenza di vitamina D rispetto alla quantità richiesta dal nostro corpo. Siamo creature che dovrebbero vivere all’aria aperta, eppure trascorriamo la maggior parte del nostro tempo al chiuso. Siamo esseri nudi, eppure spendiamo quel poco tempo all’aperto coprendoci di vestiti! Fate in modo che la pelle dell’intero vostro corpo benefici del contatto con l’aria e i raggi del sole. E buttate via quelle pillole di vitamina D. Il vostro corpo vi ringrazierà!

6. A piedi nudi.

Correre a piedi nudi aiuta a ridurre il rischio di Alzheimer negli adulti. Camminare o correre a piedi nudi stimola il nostro cervello. La stimolazione che proviene dalle piante dei piedi incentiva il cervello a produrre un maggior numero di connessioni neuronali e ne aumenta la flessibilità.

7. Torniamo a essere bambini.

Mia figlia ama stare nuda. Adora giocare nuda nella sabbia e correre nuda sul prato. Mi spiace pensare che presto si dovrà coprire i capezzoli perché i corpi delle donne sono stati sfruttati come giocattoli sessuali. Dobbiamo far sì che i capezzoli femminili possano essere di nuovo liberi, affinché si affermi davvero la pari dignità fra uomini e donne. Perché – come ci insegnano i bambini – la nudità è bella, innocente e fonte di benessere.

Stare nudi nella natura 8. Contro l’infertilità.

Indossare biancheria intima troppo stretta può contribuire a ridurre il numero di spermatozoi e provocare altri problemi atrofizzando i recettori nervosi. Lasciare le proprie parti intime libere nella nudità può essere un’ottima misura per ridurre e prevenire l’infertilità maschile.

9. Non c’è bisogno di fare una tessera.

Per stare nudi, non è necessario superare un esame o far parte di un club. E non occorre neppure aderire al movimento hippy. Per stare nudi basta togliersi i vestiti. Cominciate ad andare in giro nudi per casa e forse il vostro partner farà lo stesso! Stare nudi non sarà altro che divertente.

10. Non c’è nulla di perverso.

La perversione non nasce dalla nudità, ma dall’abitudine di indossare sempre i vestiti. Proprio perché non siamo più abituati a vedere la nudità, abbiamo l’errata convinzione che la nudità sia qualcosa di piccante da tenere nascosto. Se la nudità fosse qualcosa di più “normale”, sarebbe chiaro che vedere un corpo nudo non è una cosa eccitante di per sé. La nudità è agli antipodi della perversione. Di più: è uno degli antidoti più potenti contro la perversione.

Libera traduzione ispirata a 10 reasons you should go naked now.

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Non dobbiamo temere la nudità in casa

Nudo in cucina

Di quale tipo di nudità in casa sto parlando? Di qualsiasi tipo vogliate, perché si tratta della vostra casa. Sebbene non andiate ad aprire la porta nudi, potreste almeno non fare nulla per evitare di essere visti nudi in casa. Andate in giro nudi liberamente durante il giorno, senza tirare le tende. Chiunque capiterà alla vostra porta, vedrà che in casa siete nudi.

Una volta che amici e vicini di casa saranno a conoscenza delle vostre abitudini nudiste casalinghe, e dimostreranno almeno di rispettare le vostre scelte, chiedete loro se li disturba che non vi prendiate la briga di rivestirvi la prossima volta che arriveranno in casa vostra.

Ancora una volta, il principio è che vogliamo mostrare ai non-nudisti la nostra modesta nudità, in modo da rendere il nudismo socialmente più accettabile.

Jim C. Cunningham, Nudity & Christianity, 2006.

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Il nudismo secondo lo psicologo

Marc-Alain Descamps Marc-Alain Descamps è un filosofo e psicologo francese, nonché psicanalista, insegnante di yoga e scrittore. Dal 1967 al 1994 è stato professore di psicologia alla Sorbona e all’Università René Descartes di Parigi. Ha pubblicato più di 50 libri di filosofia e di psicologia.

Vediamo qui alcuni passaggi di una sua intervista a proposito di Nudità e naturismo, risalente ad alcuni anni or sono, ma sicuramente ancora assai attuale per la ricca serie di spunti di riflessione che essa ci offre.


♦ Quali studi ha fatto sul naturismo e perché?

Sto lavorando alla costruzione di una psicologia del corpo. Dopo aver studiato il ruolo dei vestiti, ho scritto un libro sulla psicologia della moda. E dunque ho voluto indagare sul motivo per cui certe persone vorrebbero vivere nude, senza vestiti. Ho così fatto delle ricerche nell’ambito nudista, che mi hanno portato a conoscere la storia del nudo, facendomi scoprire che, a partire dalla nudità degli antichi Greci, ci sono sempre stati in Europa dei gruppi che hanno reclamato il diritto di stare nudi. Dal punto di vista geografico, ho studiato i movimenti naturisti in Europa, in Nuova Zelanda e in Brasile. Lo studio etnologico mi ha mostrato che ci sono sempre state popolazioni normalmente nude in tutti i continenti, dall’Amazzonia al deserto australiano. E oltre alla filosofia del nudo, non meno interessanti sono la psicologia del nudo e la psicanalisi del nudo. Ma ho analizzato anche l’aspetto economico (commerciale, sociale e turistico) del fenomeno e continuo i miei studi sull’immagine del naturismo e sul ruolo del nudo nella pubblicità.

In riva al mare ♦ Com’è cambiato il pudore?

Il pudore è una convenzione sociale. Esso è collegato al sentimento di vergogna che si prova di fronte agli altri. Cambia molto a seconda del momento storico, ma anche dal punto di vista geografico. In nome del pudore, si è ritenuto di dover nascondere i capelli, gli organi genitali, la bocca, le caviglie, le orecchie, il seno, e così via. In molti paesi il seno delle donne non ha nulla a che vedere con il pudore, in altri è più grave mostrare la propria bocca che il proprio sesso. Per gli Orientali il pudore riguarda la manifestazione dei sentimenti. E in Occidente sarebbe fonte di vergogna per i maschi piangere e mostrare le proprie lacrime: secondo i canoni educativi, le lacrime sarebbero infatti riservate alle donne.

♦ Quali sono i benefici psicologici del nudismo?

Il nudismo porta con sé un insieme di vantaggi sul piano psicologico. Innanzi tutto il nudismo dà un senso di libertà: è una vera liberazione lasciar cadere i simboli delle convenzioni sociali. È anche un ritorno allo stato naturale, giacché tutti gli esseri umani hanno praticato il nudismo almeno una volta nella loro vita. Uscendo dal grembo materno, ciascuno di noi è stato nudo, completamente, integralmente, senza alcun vestito. Con il nudismo si ritrova un sentimento di innocenza, ossia di non-peccato e di non-colpevolezza. Inoltre, il nudismo fa percepire all’uomo il suo essere parte della natura. È per questo che in Francia è stato inventato il termine naturismo (dapprima sconosciuto nei Paesi anglosassoni, dove si parlava soltanto di nudismo), al fine di sottolineare che la nudità è un ritorno al costume naturale dell’uomo, grazie al quale egli riesce a sentire la vita e l’amore della natura. L’essere umano diventa vero e autentico, giacché riabilita il proprio corpo e si riconcilia con esso, smettendo di dividerlo in parti che si possono mostrare e parti “vergognose”. È dunque schietto perché non ha più nulla da nascondere.

Giocando a pallavolo ♦ E quali sono i benefici sociali del nudismo?

Il nudismo ha importanti ripercussioni sociali, in quanto sviluppa sentimenti di fraternità, di uguaglianza, di pace. Beninteso: il nudismo non dev’essere imposto a coloro che non ne vogliono sapere. Parecchie persone hanno una grande vergogna del loro corpo e del loro sesso e sono traumatizzate dalla vista del corpo umano, per cui non potrebbero mai mettersi nude. E bisogna rispettare la loro condizione, che va trattata come una fobia, come quella di coloro che non sopportano la vista dei topi, dei ragni o dei serpenti. I nudisti, i quali chiedono semplicemente che si rispetti la loro libertà, sono rispettosi della libertà altrui. Essi sono contrari agli esibizionisti che impongono la visione dei loro organi genitali in maniera provocante. Hanno un grande pudore e non vogliono che il nudismo venga confuso con la pornografia, lo scambismo o la perversione sessuale. Infatti è del tutto sbagliato prendere una cosa per l’altra!

♦ Qual è il futuro del nudismo?

Sono convinto che l’umanità finirà per rinunciare allo sfruttamento sfrenato della natura, alla sua somatofobia, alla frenesia per il denaro e il rendimento a tutti i costi. Essa si riconcilierà con la sua natura e riconoscerà a tutti il diritto alla nudità. Un giorno ognuno di noi avrà il diritto di stare nudo. La società sarà meno pudica e non alimenterà più sentimenti di vergogna o di odio nei confronti del corpo.

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Il nudismo in Germania

Nudismo all'Englischer Garten

Con sette milioni di praticanti, il nudismo è ormai una tradizione consolidata in Germania. Per chi vive per un certo tempo in Germania, vedere corpi nudi in sauna o su determinate spiagge e rive lacustri non appare una novità. Tuttavia, incontrare persone nude in un parco può essere fonte di sorpresa per il turista straniero. In Germania il nudismo è conosciuto da varie generazioni con la sigla FKK, che sta per Freikörperkultur (che significa letteralmente “cultura del corpo libero”). I nuovi aspetti di questa cultura sono popolarmente chiamati Nacktivitäten (una sorta di crasi fra nackt = nudo e Aktivitäten = attività) e sono praticati da nudisti che si riuniscono in diverse aree del Paese per camminare o per fare giri in bicicletta, in canoa o a cavallo, ovviamente sempre nudi.

Il sito www.nacktwandern.de (“fare escursioni nudi”) è uno dei principali rappresentanti di questa novità. Sul sito il gruppo si descrive come «un gruppo sempre crescente di persone interessate alla natura, che da alcuni anni si incontrano regolarmente per fare escursioni in nudità». I percorsi sono per lo più fra i 15 e i 20 chilometri e vengono programmate anche uscite della durata di più giornate.

Per il portavoce del gruppo, Horst Kehm, rinunciare all’uso dei vestiti regala agli escursionisti una percezione molto più intensa dei raggi solari e del vento. Secondo lui, anche a una temperatura di 15°C è possibile camminare senz’altro addosso che un paio di scarpe e uno zaino. Kehm ammette che, spesso, l’incontro con escursionisti vestiti suscita sorpresa in questi ultimi. «Le persone che incontriamo normalmente, però, apprezzano la natura e amano camminare all’aria aperta, per cui sono in grado di comprendere le nostre ragioni».

Escursione nudista

Nel maggio 2010 è stato inaugurato un sentiero espressamente dedicato alla frequentazione nudista nel Land della Sassonia-Anhalt. Il creatore del percorso di 18 chilometri è Heinz Ludwig, proprietario di un campeggio e di un ristorante nel villaggio di Dankerode. Sebbene sia frequentato anche da persone vestite, il sentiero è punteggiato da una serie di cartelli di questo tenore: «Se non vuoi vedere qualcuno nudo, non proseguire su questo sentiero».

Ma in Germania non è necessario abbandonare i centri cittadini per trovare un posto dov’è possibile prendere il sole o fare una nuotata senza vestiti. Oltre ai centri benessere, dove la nudità è la regola, esistono piscine pubbliche, che spesso riservano una parte del loro orario di apertura ai nuotatori senza costume, ma anche aree di parchi e giardini pubblici specificamente dedicate alla pratica del nudismo. Basti citare, a mo’ di esempio fra le migliaia di possibilità esistenti, le aree nudiste del famoso Englischer Garten di Monaco o del non meno celebre Tiergarten di Berlino.

Il nudismo non è una novità in Germania. La cultura del corpo libero vide gli albori verso la fine dell’Ottocento, nell’ambito del movimento della Lebensreform. Il primo circolo nudista venne fondato nella città di Essen nel 1898. All’inizio del XX secolo apparvero diverse riviste dedicate al nudismo, come ad esempio Deutsch Hellas e Kraft und Schönheit. La rapida espansione del nudismo venne interrotta dall’avvento del nazismo nel 1933 e riprese poi dopo la seconda guerra mondiale. Nella Repubblica democratica tedesca diventò normale stare nudi sulle spiagge e sulle rive dei laghi, mentre nella Repubblica federale tedesca crebbe il numero delle associazioni e delle aree dedicate alla cultura del corpo libero. Negli anni ’50 e ’60 riapparvero svariate riviste volte alla promozione del nudismo, come ad esempio Unser Dasein, Sonnenfreunde e Der Naturist.

Bagno nudi nel parco

Secondo il Deutscher Verband für Freikörperkultur (la federazione delle associazioni naturiste tedesche), oggi sono circa 250.000 le persone iscritte a una qualche associazione naturista nel mondo. Di questi, circa 190.000 sono europei e poco meno di 50.000 sono tedeschi. Tuttavia – come sottolinea il presidente della federazione tedesca, Kurt Fischer – il numero degli iscritti a un’associazione è una cifra assai piccola rispetto alla quantità di persone che, almeno sporadicamente, praticano il nudismo in Germania, il cui numero viene stimato attualmente in oltre sette milioni.

Ma i numerosi nudisti tedeschi non si limitano a trovare alloggio e svago in patria. L’agenzia turistica Oböna Reisen si è specializzata nel settore del turismo nudista, offrendo pacchetti vacanze in hotel, villaggi e crociere in tutto il mondo, dall’Europa ai Caraibi. Secondo Isabell Ewald, che lavora per tale agenzia, la meta preferita dai nudisti tedeschi è la Croazia, dove la tradizione del nudismo risale al tempo in cui il territorio faceva parte della Jugoslavia e dove esistono varie strutture turistiche dedicate esclusivamente al nudismo, nonché molte aree naturali poco esplorate e adatte alla pratica nudista.

Traduzione ispirata a O naturismo na Alemanha, pubblicato su Os Naturistas.
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